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Mimmo Paladino

Napoli, Museo Madre

08 Ottobre 2007

Dal disegno al quadro, dalla pittura alla scultura, dall'architettura alla scenografia, sembra che l'arte per Paladino sia un processo ricostruttivo di ordine e senso, avulso da ogni tentazione regressiva o restaurativa. L'arte come creazione di una cosmogonia, fondazione di un universo senza tempo, in cui tornino a circolare storie e leggende che rendano abitabile e affascinante la vicenda umana. Ecco allora che le forme paladiniane, come i sette grandi scudi che l'artista presenta ora per la prima volta nel cortile del museo Madre, raggiungono l'essenza primitiva, iconica, di immagini essenziali come ombre che non si cancellano e sempre ritornano, mescolandosi all'infinito. Profondo il legame tra Mimmo Paladino e Napoli, cominciato nel 1977 quando l'artista esordisce con una grande murale a pastello nella Galleria di Lucio Amelio. L'opera costituisce il primo segnale della nuova figurazione pittorica che in quegli anni si impone come nuova tendenza dell'arte contemporanea nel mondo, la Transavanguardia, che esordisce alla Biennale di Venezia nel 1980. Nella ricerca artistica di Mimmo Paladino ricorrono immagini che rimandano ad un universo arcano e primitivo, dove le forme sono tradotte in segni eleganti e semplificati. Figure allegoriche abitano un mondo in cui convivono vivi e morti, teschi e scheletri, le caratteristiche maschere senza espressione, gli animali. Le stesse forme vanno progressivamente affrancandosi dall'iniziale supporto per vivere poi autonomamente in un contesto tridimensionale. Dal 1985 il dialogo tra pittura e scultura si fa più serrato e le installazioni di grandi dimensioni si basano sempre più sulle combinazioni di elementi scultorei figurativi con scansioni pittoriche monocromatiche. Nel 1995 l'installazione della Montagna del Sale in Piazza Plebiscito a Napoli riscuote un grande successo nazionale e internazionale regalando all'artista un inaspettato successo popolare. Altrettanto importante l'opera realizzata in una sala delle collezioni permanenti del MADRE, dove l'insieme formato dagli ermetici segni graffiati sulla superficie grezza delle pareti e la scultura aggettante nello spazio assumono un rilievo ambientale che immerge lo spettatore in una totalità epifanica. In occasione della presentazione delle sette opere nel cortile Mimmo Paladino ha deciso di lasciare un nuovo segno permanente nel Museo Madre che sarà svelato in occasione dell'inaugurazione.