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Partono i Bastimenti (Palermo)

Palermo, Teatro Politeama_Sala Gialla

24 Maggio 2015

La mostra è dedicata alla emigrazione italiana nelle Americhe, quel “grande esodo” definito dagli studiosi il più rilevante movimento migratorio della storia del mondo.
La rassegna, già allestita con successo a Napoli, a Cosenza, a Bari e, in edizione ridotta, presso il Ministero degli Affari Esteri, è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, ospitata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, organizzata da Civita Sicilia, e apre al pubblico il 16 aprile 2015 a Palermo negli spazi espositivi della Sala Gialla del Teatro Politeama.
Curatore della rassegna è Francesco Nicotra, direttore dei Progetti Speciali NIAF (National Italian American Foundation), ente che ha dato il suo patrocinio alla iniziativa.
Si tratta di un suggestivo racconto della storia dell’emigrazione nelle Americhe attraverso un percorso di foto ed altre immagini che va dalle partenze di folle di disperati sulle “carrette del mare” di fine ‘800, per arrivare ai successi raggiunti in tutti i campi, soprattutto negli Stati Uniti, dai discendenti dei nostri emigrati. Una storia che si snoda in parte attraverso i periodi più difficili del ‘900, come le due guerre mondiali, il fascismo e la grande crisi economica degli anni ’30, che vide milioni di emigrati italiani in lotta a fianco degli altri lavoratori americani.
Correda il percorso espositivo una ricca raccolta di documenti e oggetti originali: modelli in scala di navi storiche dell’emigrazione, passaporti di diverse epoche, biglietti e documenti di navigazione, riproduzioni di puzzle di Ellis Island, opuscoli di norme per gli emigranti, libri, giornali ed oggetti delle Little Italy, insegne ed etichette di prodotti italiani degli anni ‘20 (pasta e pomodori). E poi lettere e foto rare, quadri ad acquarello e ad olio di famosi transatlantici, poster delle compagnie di navigazione, orari di arrivi e partenze, valigie e bauli contenenti oggetti tipici degli emigranti, dai corredi agli strumenti musicali, dai libretti da messa al quadro del santo protettore del paese di origine. E inoltre viene presentata una ricca collezione di “copielle”, cioè piccoli spartiti originali di canzoni, quasi tutte in dialetto napoletano e siciliano, in voga nella Little Italy dei primi decenni del secolo scorso, cosi come diversi bellissimi spartiti originali di tango realizzati da autori italiani, emigrati o discendenti di emigrati: nelle loro composizioni cantarono la vita di tutti i giorni nel nuovo mondo, passioni, illusioni e delusioni, ma anche la nostalgia per la Patria perduta.
Per la prima volta in una rassegna del genere viene dedicato un focus a una categoria particolare di “emigranti”: le migliaia di soldati dello sconfitto esercito borbonico che nel 1861, da Napoli, furono imbarcati per New Orleans con la prospettiva di essere arruolati nell’esercito degli stati secessionisti del Sud, nella guerra civile americana. Un pagina davvero poco conosciuta della storia italiana. La ricordiamo perché è certo che diversi superstiti di quel conflitto immane scelsero di restare in America e possono considerarsi tra i primi italo americani.
La loro partenza, non propriamente volontaria (l’alternativa poteva essere una lunga prigionia nelle gelide fortezze alpine del Piemonte), è ricostruita con un po’ di fantasia in una vetrina che ha il Vesuvio come sfondo e in primo piano, sul molo del porto di Napoli, i soldatini all’imbarco, sorvegliati dalle truppe di Re Vittorio.
Un’altra vetrina rappresenta la ricostruzione dell’arrivo a New York, il 14 maggio 1848, della nave “Carolina” proveniente da Palermo. All’entrata del porto il comandante Corrao, sostenitore dell’Unità d’Italia, ordinò di inalberare sul pennone più alto, per la prima volta negli Sati Uniti, il tricolore bianco, rosso e verde. Un gesto che fu accolto con grande entusiasmo dagli italiani di New York che riservarono all’equipaggio grandi festeggiamenti.
Altre due vetrine sono dedicate alle guerre degli Stati Uniti combattute anche da emigrati italiani, da quella per l’indipendenza dall’Inghilterra alla guerra civile, fino al secondo conflitto mondiale.
Ma il clou della mostra è rappresentato da una teca contenente il modello in scala (cm 220x50) e lo spaccato del famoso transatlantico “Giulio Cesare”. E’ la nave che negli anni ’20 del secolo scorso portò in Argentina, con altri emigranti, la famiglia del futuro Papa Francesco.
“La mostra, da me fortemente voluta e sostenuta fin dal suo esordio a Napoli più di due anni fa, approda finalmente a Palermo, mia adorata città natale, che è stata sensibilmente interessata dal fenomeno dell’emigrazione allora, così come oggi lo è da quello massiccio e spesso drammatico dell’immigrazione. – sottolinea il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo – La Sicilia è stata l’ultima regione italiana a partecipare al grande esodo migratorio di fine Ottocento, ma è attualmente la regione che conta più emigrati all’estero. È un dato significativo che va non solo ricordato ma anche valorizzato, in quanto ha costituito la premessa di una grande crescita culturale per le nostre genti che oggi, a buon titolo, possono dire che l’Italia, anche per merito loro, è presente nel Mondo”.
Per info: www.fondazioneterzopilastro.it