Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Piero Manzoni

Napoli, Museo Madre

24 Settembre 2007

La mostra, curata da Germano Celant, intende offrire, ad un decennio dalla sua ultima antologica (Milano - Palazzo Reale, 1997) una rilettura del percorso creativo di Piero Manzoni attraverso le diverse fasi della sua breve ma intensa carriera - dal 1956 al 1963, anno della sua prematura scomparsa - e il suo contesto storico. Le oltre 200 opere insieme a fotografie, documenti, certificati, riviste e testi autografi provengono da musei, da collezioni pubbliche e private europee e nordamericane nonché dall'Archivio Opera Manzoni.
Esse documentano, in un'ampia retrospettiva, la ricerca pittorica dell'artista a partire dai catrami e dalle impronte di oggetti fino a tutte le tipologie di Achromes. Il termine da lui coniato - letteralmente non-colore - esprime la distanza che separa il suo lavoro sia delle istanze irrazionali e gestuali dell'Informale che dalla pittura monocroma a lui contemporanea, per affermare il valore primario dei materiali utilizzati, dal caolino al gesso, dalla tela al peluche, dalla fibra naturale in cotone a quella artificiale in vetro, dall'ovatta al polistirolo. L'aspetto concettuale del suo fare è testimoniato, inoltre, dalle Linee, tracciate, dal 1959 al 1961, su rotoli di carta di varie lunghezze e poi racchiusi in scatole cilindriche, mentre il suo interesse per il corpo umano quale produttore di segni e tracce da impiegare in arte si concretizza nei Fiati d'artista e nelle scatolette di Merda d'artista. E' inoltre in mostra al MADRE, in prestito dal Kunstmuseum di Herning, una delle affermazioni più forti e rappresentative del pensiero di Manzoni: la Base del mondo, (1961) il pesante piedistallo che sorregge ed elegge allo stesso tempo il mondo ad 'opera d'arte'. Secondo una metodologia espositiva inedita, le sale del MADRE propongono due segmenti narrativi che si intersecano. Da un lato, l'iter artistico di Manzoni, dall'altro gli eventi storici e l'ambiente culturale che, anno per anno, l'hanno accompagnato. L'unicità del duplice percorso mette in evidenza quanto determinante sia stato il contributo di Manzoni nel panorama creativo coevo e in quello delle generazioni artistiche successive. Così, attraverso le opere di coloro che lo hanno influenzato come Jean Fautrier, Alberto Burri e Lucio Fontana, o hanno avuto con lui importanti affinità come Enrico Castellani, Yves Klein, Heinz Mack, si ottiene una originale prospettiva del suo lavoro ed una maggiore comprensione delle scelte artistiche che lo rendono uno dei principali protagonisti dell'arte del XX secolo. Tra le opere in mostra vanno infatti citate anche quelle di Alberto Burri, Enrico Baj, Cy Twombly, Mario Schifano, Giulio Paolini, Salvatore Scarpitta e Jan Schoonhoven e Günther Uecker.