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Pitloo, luci e colori del paesaggio napoletano

Napoli, Museo Pignatelli

10 Aprile 2005

Inaugurata sabato 11 dicembre al Museo Pignatelli la mostra è dedicata al celebre paesaggista olandese Anton Sminck van Pitloo. L'esposizione presenta circa centocinquanta opere provenienti da collezioni pubbliche e, soprattutto, da collezioni private italiane: dalle vedute di piccolo formato, riconducibili alla produzione più nota di Pitloo, alle opere di dimensioni più ampie, che meglio potranno mostrare le diverse influenze che sul maestro olandese ebbero le precedenti esperienze parigine e romane. Esperienze ed innovazioni che Pitloo introdusse a Napoli dove diffuse, per la prima volta, la tecnica della visione en plein air, adottando il nuovo procedimento della pittura a olio su carta, montata su tela o cartone in un secondo momento. Al tradizionale studio del paesaggio che veniva elaborato successivamente a cavalletto, si affianca l'osservazione e la trascrizione dal vero della natura. Pitloo, nato nel 1790 ad Arnhem in Olanda, con una borsa di studio offerta da Luigi Bonaparte, studiò prima a Parigi poi a Roma dal 1811, incontrando il gruppo di artisti connazionali che vi risiedeva. Nel 1815, con la caduta di Bonaparte, perse il sussidio e venne inviato a Napoli dal Conte Gregorio Orloff, diplomatico russo ed estimatore d'arte. A Napoli rimase fino alla morte - avvenuta nel 1837 per l'epidemia di colera - divenne uno dei più noti protagonisti della celebre Scuola di Posillipo e vinse (con il Boschetto Francavilla al Chiatamone) la Cattedra di Paesaggio creata per la prima volta in Italia all'Accademia di Belle Arti di Napoli