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Pittura italiana nelle collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento

Verona, Palazzo della Ragione

03 Febbraio 2008

Il Palazzo della Ragione ospita una grande mostra promossa e realizzata dalla Fondazione Cariverona.
La mostra inaugura, inoltre, un ciclo di importanti eventi espositivi, che si succederanno con cadenza annuale, grazie all'accordo quinquennale sottoscritto dalla Fondazione Cariverona e dal Museo statale di Belle Arti Pushkin di Mosca. La mostra ha un titolo che dichiara immediatamente le sue caratteristiche: Pittura Italiana nelle collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento. E' quindi una rassegna di ottanta dipinti, con alcuni straordinari capolavori. Dopo una introduzione al Museo, il visitatore è accolto in una prima sezione rinascimentale e manierista, vera e propria antologia della pittura del XVI secolo. Giulio Romano e Bronzino, la cui La Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, scelta per l'immagine guida dell'evento, è uno dei suoi massimi capi d'opera, ci immettono nella cultura romana e fiorentina all'ombra di Raffaello e Michelangelo. Questa parte è completata dal ritratto vigoroso di Pierfrancesco di Jacopo Foschi, pittore fiorentino dal colore smaltato e levigato. La pittura della Maniera è rappresentata, tra gli altri, da Lorenzo Lotto, Tintoretto e PaoloVeronese che ricordano Venezia e il suo particolare modo di vivere la crisi, col trionfo del colore e degli squarci di luce che rendono le rappresentazioni monumentali ed evocative. La pittura barocca di Luca Giordano e il mondo realistico, minuzioso ed elegantemente malinconico di Bernardo Strozzi introducono il Seicento ed una piccola sezione di nature morte di Cristoforo Munari, Carlo Magini e altri. Guercino, Guido Reni e poi Tommaso Savolini e Francesco Trevisani illustrano i caratteri del Seicento bolognese e della grande pittura riformata inizialmente dalle prove quasi visionarie dei Carracci e in seguito dai contrasti luministici dello stesso Guercino. La pittura di genere e i ritratti invitano ad entrare nella cultura artistica del Settecento dove alla Morte di Didone di Tiepolo, delizioso capolavoro, e alla grande pala d'altare di Zugno, firmata però dal suo maestro, lo stesso Tiepolo, corrisponde una straordinaria galleria di vedute, con dipinti bellissimi di Canaletto e Bellotto, Pannini, Guardi e Marieschi. L'Ottocento italiano è, per la verità, poco rappresentato al Pushkin, ma uno dei celeberrimi fasti napoleonici di Andrea Appiani ci permette di fare il salto del secolo e arrivare al Novecento con due delle opere più belle di Giorgio De Chirico accompagnato, in questa deliziosa sezione finale, da Achille Funi, Gino Severini e Felice Casorati. Il percorso della mostra è quindi un appassionante viaggio nella pittura italiana degli ultimi cinque secoli, importante sia per la qualità in senso assoluto delle opere esposte, ma anche perché numerose tra loro, la maggior parte, varcano per la prima volta i confini della Russia per essere di nuovo ammirate dove sono state concepite e realizzate. La scelta dei dipinti è frutto di un approfondito lavoro di confronto e di studio che vede impegnate Vittoria Markova, conservatrice della sezione italiana del Museo Pushkin e Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio in qualità di consulente e consigliere della Fondazione Cariverona. Nel catalogo, edito da Marsilio, un saggio introduttivo di Irina Antonova, storica direttrice del Pushkin, presenterà il museo e le sue collezioni. Le opere esposte saranno documentate con schede approfondite ed aggiornate, a cura di Vittoria Markova. La Fondazione promuove un'articolata proposta didattica rivolta ai giovani e alle scuole, oltre a garantire l'ingresso gratuito per i ragazzi sotto i 18 anni e per le scolaresche. L'organizzazione della mostra è affidata a Civita e alla sua controllata Ingegneria per la Cultura, impegnata nella gestione di spazi museali ed eventi espositivi nel Veneto.