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Sargent and Venice

Venezia, Museo Correr

30 Settembre 2007

Dopo "Turner and Venice" un altro grande artista si confronta con il fascino della laguna: è John Singer Sargent (1856-1925), principale esponente dell'impressionismo americano, nato a Firenze e a lungo vissuto in Europa. Cresciuto in un ambiente colto e cosmopolita, tra Italia, Francia, Spagna, Svizzera e Germania, allievo a Parigi di Carolus Duran e iscritto all'Ecole des Beaux Arts, Sargent inizia la sua carriera come ritrattista; amico di Monet, intraprende nella seconda metà degli anni '70 una serie di viaggi di studio e di sperimentazioni sempre più importanti della pittura en plein air. Il primo viaggio a Venezia, città di cui si innamorò più di ogni altra, è del 1879. Vi tornerà per più di dieci volte nell'arco di quarant'anni, e la rappresenterà attraverso una copiosa produzione pittorica: circa centocinquanta olii e acquerelli a tema veneziano, dei quali ben sessanta sono esposti alla mostra del Museo Correr, dipinti tra gli anni ottanta del XIX secolo e il 1913. Questa prima rassegna che Venezia dedica all'artista, è stata organizzata grazie alla collaborazione tra i Musei Civici Veneziani e le Adelson Galleries di New York ed è curata da Warren Adelson ed Elizabeth Oustinoff. Le opere esposte provengono da importanti gallerie e istituzioni museali, tra cui il Brooklyn Museum, il Philadelphia Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, la Royal Academy of Arts di Londra e il Thyssen-Bornemisza di Madrid, nonché da diverse collezioni private, cosa che consente al pubblico di poter ammirare capolavori altrimenti inaccessibili. La mostra è stata concepita come un suggestivo viaggio lungo il Canal Grande, colto da una gondola, sulla quale Sargent amava dipingere, adottando un punto di vista che produce inquadrature inedite e inconfondibili. Vi sono rappresentati palazzi, chiese, campi e canali, animati dai riflessi della luce sull'acqua e sulle architetture e, accanto alle vedute dei luoghi e dei monumenti più noti come Ponte di Rialto o Palazzo Ducale, trovano spazio alcune insolite visioni di quotidianetà che rimandano alla vita tradizionale della Venezia dell'epoca, con interni di botteghe, strade brulicanti di cittadini, donne al lavoro, caffè e osterie, e molto altro ancora. In tutte queste scene, siano esse di interni o di esterni, dominano la ricerca sulla luce, la libertà e l'incisività del tratto oltre ad una perfetta padronanza formale.