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Serpotta e il suo tempo

Palermo, Oratorio dei Bianchi

Oltre 100 opere tra dipinti, marmi, stucchi, oreficerie, avori, coralli, disegni, stampe e testi antichi raccontano, per la prima volta in una grande esposizione, uno dei momenti più affascinanti e significativi della cultura figurativa a Palermo: lo straordinario connubio tra le arti e l’interazione tra le raffinate maestranze nella capitale siciliana tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. L’esposizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, in collaborazione con la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, ed organizzata da Civita Sicilia. 
Curata da Vincenzo Abbate, insigne studioso del collezionismo artistico palermitano, per molti anni direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, la mostra è una ulteriore tappa dell’impegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e del suo Presidente Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele per la valorizzazione della cultura siciliana e delle sue espressioni artistiche più alte. 
Giacomo Serpotta contribuì non solo a rivoluzionare l’arte dello stucco, facendolo assurgere alla dignità stessa del marmo, ma a dare elegante veste decorativa a chiese e oratori grazie anche alla sensibilità ed alla disponibilità economica di importanti ordini religiosi e di facoltose confraternite e compagnie. Ma fu l’architetto Giacomo Amato la mente coordinatrice di quella felice stagione artistica palermitana, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, da cui scaturì una produzione raffinata e di altissimo livello qualitativo – spesso a destinazione e su committenza viceregia, oltre che nobiliare ed ecclesiastica – che contribuì ad aprire ulteriormente verso l’Europa la capitale del Viceregno di Sicilia. 
Giacomo Amato, orientato in direzione di un classicismo barocco nella sua opera architettonica, ma essenzialmente eclettico in altre attività che lo vedono estroso ideatore di raffinati oggetti d’arte decorativa e applicata, rappresenta “una sorta di polo di riferimento, di catalizzatore di energie sparse, di organizzatore e mentore raffinato” (Paolini). Nella ristretta cerchia dei suoi diretti collaboratori troviamo gli interpreti preferiti e congeniali delle sue invenzioni: valenti disegnatori come Antonino Grano o Pietro Dell’Aquila, abili stuccatori coordinati dalla personalità eminente di Giacomo Serpotta, scelte maestranze di orafi, corallari, ebanisti, intagliatori.
Sede della mostra è il prestigioso Oratorio dei Bianchi, di pertinenza della Galleria Regionale e ubicato alle spalle di Palazzo Abatellis. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale. 
Alla mostra  verrà collegato un percorso di visita dei più importanti oratori serpottiani della città. 
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