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Viaggio a Faenza, le ceramiche di Giosetta Fioroni

Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche

30 Novembre 2007

Opere singolari e opere seriali di ceramica di Giosetta Fioroni sono esposte al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dal 22 settembre al 30 novembre 2007. Dopo anni di intensa attività a Faenza per realizzare intere serie - dagli Alberi ai Teatrini, dalle Sedie alle Scatole, ai Cani fino ai Vestiti e alle Steli - presso il Laboratorio Gatti di Davide Servadei, il MIC organizza una antologica della Fioroni che spazia nell'arco di tutto il suo intenso lavoro di artista creatrice di ceramiche e dipinti evocativi fra materia e letteratura, sogno e realtà. A testimoniare i suoi inizi, la sua vocazione precoce all'arte e alla manipolazione dell'argilla, apriranno la rassegna, immaginata come un viaggio ripetuto nella città romagnola in cui le opere superano le mete del tempo, opere del padre prestate dall'artista o appartenenti allo stesso Museo, in cui già si apre il mondo distillato e introspettivo di Giosetta, viaggio esso stesso fra teatralità e quotidiano, assorbito in spazi chiusi di rassicurante grandezza. Il viaggio a Faenza è stato, per dichiarazione della stessa Giosetta Fioroni, un viaggio all'interno di un'operosità che dura da quindici anni. Andare, tornare e ritornare in questa città, l'incontro con la terra connesso alle varie lavorazioni della creta, l'idea di modellare, poi dipingere una forma e collocarla nello spazio è diventata, piano piano, esperienza di lavoro e di vita. L'incontro con l'antica Bottega Gatti di Faenza, il luogo dove la Fioroni ha potuto realizzare in questi anni le sue opere, le ha permesso di cogliere il momento artigianale insieme alla possibilità di dare corpo alla struttura nascosta delle cose. Il momento fondante di una trascendenza dall'oggetto per trovare la forma misteriosa e omnicomprensiva della scultura le ha consentito di rinnovare, anche nella ceramica, la dimensione che aveva sempre cercato: essere un narratore di sogni! Di coniugare ancora una volta nelle opere gli elementi essenziali, quello onirico, fantastico e fiabesco che sono il connotato più intenso di tutto il suo lavoro.