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1909 tra collezionismo e tutela

Cento anni fa, nel 1909, l’antiquario Alexandre Imbert (nato a Napoli nel 1865 e morto a Buenos Aires nel 1943) dava alle stampe, a Roma, presso Forzani e C., tipografi del Senato, col titolo Ceramiche orvietane dei secoli XIII e XIV. Note su Documenti, una ricerca commissionata al giovane archeologo orvietano Pericle Perali, dedicando il volume, oggi annoverato fra gli “incunaboli” degli studi sulla maiolica italiana, al magnate americano John Pierpont Morgan.
Nello stesso anno, il 20 giugno, dopo un articolato dibattito e un complesso iter legislativo, veniva promulgata la legge n. 364 “Per le antichità e belle arti”, la prima legge di tutela con l’obiettivo di definire l’accezione del “bene culturale”, quale patrimonio specifico e inalienabile della Nazione.
I due eventi, legati non solo cronologicamente, dalla ricorrenza centenaria sono alla base dell’esposizione 1909 tra collezionismo e tutela. John Pierpont Morgan, Alexandre Imbert e la ceramica medievale orvietana che, presentando oggetti d’arte, fotografie d’epoca, libri e documenti originali, intende richiamare il grande fervore e le tendenze del gusto per l’arte italiana del Medioevo e del Rinascimento, proprie del mercato antiquario internazionale in quel primo Novecento in cui più forte ferveva il dibattito nelle aule del Parlamento, nei circoli intellettuali, nelle sedi universitarie, circa la necessità di una legge nazionale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Curata da Lucio Riccetti e supportata da un qualificato Comitato scientifico internazionale, la mostra è promossa da un esteso Comitato di enti promotori e in particolare dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e il Paesaggio dell’Umbria con il sostegno della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Il coordinamento organizzativo della mostra è stato affidato a Civita.
Le vicende storiche legate alla genesi di Ceramiche orvietane, al mercato d’antiquariato internazionale, alla circolazione di oggetti d’arte e di falsi, sono intimamente legate all’ iter accidentato delle prime leggi di tutela di cui il giovane Stato Italiano si stava dotando, tese a contrastare quella pericolosa deriva, affermando la supremazia dell’interesse pubblico nella salvaguardia del patrimonio storico e artistico e istituendo un ente centrale per la tutela e la gestione dello stesso.
Ceramiche orvietane e Legge 364 del 20 giugno 1909 sono le due facce di una stessa medaglia e la riflessione sull’una non può prescindere dall’altra.

Riferimenti

1909 Tra collezionismo e tutel. John Pierpont Morgan, Alexandre Imbert e la ceramica medievale orvietana
8 novembre 2009 – 10 gennaio 2010

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria e Palazzo Baldeschi al Corso