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A Firenze le opere di Jacopo Ligozzi, artista della corte medicea

La quinta esposizione di Firenze 2014. Un anno ad Arte è dedicata al pittore Jacopo Ligozzi ed è costituita da oltre un centinaio di opere, con prestigiosi prestiti internazionali dal Metropolitan Museum di New York, dal British Museum di Londra, dall'Albertina di Vienna oltre che dal Musée du Louvre.
La mostra, a cura di Alessandro Cecchi, Lucilla Conigliello e Marzia Faietti con la collaborazione di Anna Bisceglia e Giorgio Marini è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi con Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Realizzazione dell’allestimento, produzione, gestione e comunicazione della mostra sono a cura di Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group.
La rassegna intende illustrare per la prima volta in modo organico l’arco di attività del pittore, che operò presso la corte granducale di Francesco I, mettendo in evidenza i diversi ambiti nei quali si trovò ad operare e la sua poliedrica e versatile fisionomia all’interno del panorama fiorentino.
La prima delle due sezioni tematiche è dedicata ai primi tempi di attività presso la corte medicea, dalla quale Jacopo si fece apprezzare fin dal suo arrivo come disegnatore di naturalia, attraverso la raffinata produzione di disegni acquerellati o lumeggiati in oro.
L'artista fu anche sapiente ritrattista e regista di insiemi decorativi come nel caso delle pitture, oggi perdute, che ornavano lo zoccolo e le finestre della Tribuna degli Uffizi e di quelli, perduti anch’essi, della grotta di Teti nella villa di Pratolino. Non dobbiamo dimenticare che Jacopo fu anche pittore di storia, in occasione dell’allestimento dei grandi dipinti su lavagna sulle pareti del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio o ancora per gli apparati in occasione delle nozze di Ferdinando I e Cristina di Lorena documentati in mostra dallo studio preparatorio conservato oggi al British Museum di Londra. Accanto a queste imprese, Ligozzi si distinse infine come sapiente e delicatissimo progettista di abiti e ricami per tessuti, nonché di manufatti in pietre dure.
La seconda sezione della mostra prende in esame la produzione religiosa: le grandi pale d’altare eseguite per chiese fiorentine, dalla SS. Annunziata, a Santa Maria Novella, Ognissanti e Santa Croce, nonché per le chiese dell’Aretino, per Lucca e San Gimignano, testimoniano la sua originale adesione alle istanze di pittura devota e riformata che improntavano la cultura figurativa fiorentina tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
Oltre alla presenza di varie immagini naturalistiche nella sede di Palazzo Pitti, un ristretto gruppo di disegni botanici è contemporaneamente esposto nella Sala Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Tale sezione è stata intesa come parte integrante della esposizione che, nella sua completa articolazione a Palazzo Pitti, si è proposta di documentare in modo ampio le molteplici sfaccettature dell’artista poliedrico, “pittore universalissimo” secondo la felice definizione che ne dette lo storiografo contemporaneo Filippo Baldinucci.

Riferimenti

Jacopo Ligozzi "pittore universalissimo" (Verona 1549 c. - Firenze 1627)
27 maggio - 28 settembre 2014
Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze