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A Roma la più grande esposizione dei marmi di Rodin

Dopo il grande successo riscosso a Milano, la mostra “Rodin. Il marmo, la vita” ha aperto al pubblico il 18 febbraio ospitata a Roma nelle monumentali Grandi Aule delle Terme di Diocleziano.
Promossa e prodotta dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Musée Rodin di Parigi con Electa e Civita, l’esposizione è curata da Aline Magnien, conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi, in collaborazione con Flavio Arensi. La rassegna presenta oltre 60 sculture in marmo e costituisce la più completa esposizione mai allestita sui marmi di Auguste Rodin, artista con Michelangelo tra i più grandi rivoluzionari della tradizione plastica moderna.
E proprio Michelangelo, di cui ricorrono i 450 anni dalla morte il 18 febbraio, ha lasciato il segno alle Terme di Diocleziano. Gli ambienti che costituivano il cuore dell’edificio termale furono da lui trasformati per la realizzazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani. Negli altri ambienti delle Terme sorse, ideato dallo stesso artista, il Convento dei Certosini, di cui si ammira il chiostro dalla limpida linea architetturale, inserito nel percorso museale: in questo contesto storico architettonico, due imponenti e antiche aule del complesso termale accolgono le tre sezioni della mostra.
La prima sezione si apre con il tema dell’illusione della carne e della sensualità e presenta alcune opere giovanili di stampo classico, tra cui Il bacio, la scandalosa scultura che rappresenta due amanti e fece scalpore nella Francia di fine Ottocento. Il secondo segmento propone alcune fra le sculture più conosciute di Rodin e dimostra la piena maturità del maestro anche dal punto di vista della capacità di elaborazione delle figure che emergono dai candidi blocchi di pietra. Accanto a ritratti di grande intensità, si alternano richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro, manifestando la sua necessità di tentare nuovi percorsi scultorei. La poetica dell’incompiuto caratterizza la terza sezione dove si rappresenta il trionfo del “non finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in una chiave di assoluta modernità, poi ampiamente assunta dai suoi colleghi.
Questa occasione espositiva ha permesso di approfondire le indagini sui materiali usati dal Maestro, ma soprattutto di chiarire i rapporti fra lo scultore e i collaboratori chiamati a partecipare alle fasi di realizzazione dell’opera: Rodin è un anticipatore della pratica contemporanea di delegare agli aiutanti l’esecuzione mantenendo però inalterato il progetto concettuale originario. Emerge una sensibilità del tutto nuova rispetto alla sua epoca, dove la materia cerca la sensualità e il nudo si espone con una carica erotica fortemente innovativa.
In concomitanza con la mostra, la Galleria nazionale d’arte moderna presenta una rassegna di quarantacinque opere tra sculture, rilievi e disegni dal titolo Attraverso Rodin. Scultura italiana del primo Novecento, mostra incentrata sulla diffusa e trasversale influenza esercitata dall’artista francese sulla scultura italiana dei primi decenni del secolo scorso.

Per maggiori informazioni: www.mostrarodin.it

Riferimenti

Rodin. Il marmo, la vita
18 febbraio - 25 maggio 2014
Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, Roma