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Arte e follia: 400 opere in mostra a Siena

Antonio Ligabue, "Autoritratto con sciarpa rossa", 1956

Inaugurata il 31 gennaio scorso a Siena una straordinaria esposizione con le opere dei grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Van Gogh, Kirchner, Munch, ma anche Ernst, Dix, Grosz, Guttuso, Mafai, Ligabue sono solo alcuni degli artisti che si possono ammirare nell’ambito della mostra Arte, Genio, Follia. Il giorno e la notte dell’artista che si tiene fino al 25 maggio 2009 nel Complesso Museale Santa Maria della Scala. Nata da un’idea di Vittorio Sgarbi in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, l’esposizione è promossa dal Comune di Siena e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, con l’organizzazione di Vernice Progetti Culturali e del Museo Santa Maria della Scala. A Civita è affidato il servizio di visite guidate e didattica.
L’iniziativa rappresenta il primo tentativo in Italia di indagare il rapporto tra produzione artistica e disagio psichico in un percorso che attraversa momenti fondamentali della storia dell’arte. Quasi 400 opere tra dipinti e sculture, alcune delle quali di grande impatto emotivo, capolavori dei protagonisti dell’arte moderna e contemporanea e provenienti dai più importanti musei d’Europa, illustreranno il complesso rapporto tra arte e follia, dando vita ad un percorso espositivo articolato in 10 diverse sezioni, affidate alla cura di grandi nomi del campo dell’arte e della psichiatria.
L’intento è quello di indagare “l’essere nel mondo” degli artisti attraverso le loro opere, senza tuttavia rinunciare alla fondamentale prospettiva storica e a tutti quei contributi che hanno studiato “arte, genio e follia” da punti di vista differenti, siano essi di natura artistica, scientifica o medica.
Con il biglietto della mostra sarà possibile visitare anche l’esposizione La lente di Freud. Una galleria dell’inconscio a cura di Giorgio Bedoni, aperta tutti i giorni e negli stessi orari della mostra presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.
Il catalogo è a cura della Fondazione Antonio Mazzotta che si è occupata del coordinamento scientifico generale dell’esposizione.

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