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Belorgey, pittura e vera essenza dell’architettura contemporanea

Byker Wall 3 Architetto: Ralph Erskine Construction: 1973-78 Newcastle-Upon-Tyne Novembre 2006 olio su tela 240 x 240 cm

Circa 40 opere, acrilici su tela di grande formato, del giovani pittore parigino Ives Bélorgey saranno esposte dal 14 maggio nelle sale di Palazzo delle Stelline a Milano in occasione della mostra Ives Belorgey. Sezioni verticali promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
Successivamente (23 luglio – 28 novembre 2010) le Gallerie del Credito Valtellinese proporranno la ricerca di Bélorgey anche ad Acireale, nella sede espositiva del Credito Siciliano.
Ives Bélorgey potrebbe essere l’erede, insieme, di Giovanni Panini e di Hubert Robert. Del grande vedutista settecentesco italiano ha colto la “scienza dello spazio”, del francese la “fluidità della visione”.
Con una originalità, che fa dell’artista colui che oggi meglio sa interpretare l’architettura contemporanea nella sua apparenza ma ancor più nella sua vera essenza.
Negli intenti delle Gallerie questa mostra, prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con Galerie Xippas di Parigi e i cui servizi di accoglienza e bookshop sono stati affidati a Civita, vuole essere la prima di una serie che indaga il tema della città sotto i suoi diversi aspetti.
Una ricerca che il Credito Valtellinese, in realtà, sta già portando avanti in altre sue sedi espositive, come avviene in questo stesso periodo ad Acireale dove la Galleria Credito Siciliano (altra realtà facente capo al Gruppo) propone una interpretazione poetica di Giovanni Chiaramonte sull’inserimento di comunità “straniere” nel cuore di Palermo e di Milano.
La pittura di Yves Belorgey si impone per l’impatto immediato, quasi fotografico. Di lui si è parlato come di un iper-realista, al limite del foto-realismo. Alla base di queste istantanee vi è però la capacità di cogliere le grandi periferie urbane, i casermoni, i grandi agglomerati abitativi e industriali non solo per come appaino ma per come sono.
Ciò che Belorgey cerca di interpretare nelle sue grandi tele sono le modificazioni urbane come riflesso di quelle sociali e culturali. E come e quanto l’architettura di oggi condizioni la quotidianità di chi la vive o anche solo la vede, o la subisce.
Sono ormai più di vent’anni che Belorgey approfondisce la sua indagine sull’architettura moderna, partendo dagli apici del Bauhaus e di Le Corbusier per sfociare nelle realtà delle new town o nei grandi complessi delle periferie urbane o, ancora, nei sistemi residenziali o di terziario cresciuti al posto di ancor recenti fabbriche, realtà sino a ieri produttive e già precocemente assurte ad “archeologia industriale”.
Belorgey è un artista diverso: non è architetto, non è urbanista non ha nemmeno frequentato accademie d’arte. La sua preparazione è da esperto di diritto e questo approccio nella lettura degli spazi pubblici nelle sue opere si percepisce appieno.

Riferimenti

Ives Bélorgey. Sezioni verticali
14 maggio – 11 luglio 2010
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59