Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Carlo Saraceni, un Veneziano tra Roma e l’Europa

Il 29 novembre ha inaugurato a Roma nel Palazzo di Venezia la prima esposizione monografica antologica dedicata al grande pittore veneziano Carlo Saraceni dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Daniela Porro.
La mostra, frutto di anni di lavoro, è stata ideata da Rossella Vodret ed è curata da Maria Giulia Aurigemma con un comitato scientifico internazionale, costituito da studiosi dei principali musei e istituzioni mondiali, presieduto da Maurizio Calvesi. Il coordinamento generale è di Emanuela Settimi con il supporto organizzativo di Civita e Munus.
L'artista, che fu uno dei primi e più importanti seguaci e interpreti di Caravaggio, giunse a Roma a circa vent'anni, attorno al 1598 – 1600; nella Città papale fu intensamente attivo per due decenni, riscuotendo grande successo, prima di rientrare per pochi mesi a Venezia, dove morì quarantenne nel 1620. Pittore gentiluomo, colto, benestante e di gusto francese, come attestano più fonti, interpretò con profondità la cultura artistica del suo tempo.
Le opere (poco più di sessanta), alcune delle quali restaurate in occasione della mostra, provengono da chiese, musei e collezioni internazionali. Alcune di queste, selezionate in numerosi Paesi europei e negli Stati Uniti, vengono esposte per la prima volta in Italia. Grazie ai restauri è possibile ammirare i dipinti nel loro ritrovato splendore cromatico, offrendo nuove opportunità di lettura dei vari aspetti dell'opera del grande artista veneziano.
La vasta produzione artistica del pittore, dalle grandi pale ai piccoli raffinati rami, si lega ai nomi dei principali committenti religiosi ed aristocratici del suo tempo, nonché ad importanti imprese pittoriche – come la partecipazione alla grande decorazione ad affresco del fregio della Sala Regia al Quirinale voluta dal papa Paolo V Borghese – offrendo un prezioso spaccato della cultura figurativa primo secentesca, in particolar modo romana.
La mostra mette a fuoco sia l’evoluzione stilistica del pittore, dal naturalismo nordico dei primi paesaggi al caravaggismo, sia il vivace contesto in cui operò, indagando alcuni notevoli aspetti della sua attività, l’equilibrio compositivo, il colore pastoso, la luminosità, in opere per committenti privati come in pale pubbliche, il dialogo sentito tra i personaggi raffigurati.
Una sala è dedicata alla diffusione del suo linguaggio attraverso la scuola, perfettamente organizzata, ove spicca il lorenese Le Clerc, contribuendo alla fama di Saraceni, alimentata altresì dalla circolazione delle sempre più numerose repliche, incisioni, copie di alta qualità. Vengono, inoltre, trattati i documentati rapporti internazionali (Spagna, Baviera, Lorena, Fiandre) che legano l’opera del veneziano al panorama artistico internazionale.

Riferimenti

Carlo Saraceni 1579 – 1620. Un Veneziano tra Roma e l’Europa
29 novembre 2013 – 2 marzo 2014
Roma, Palazzo di Venezia