Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

“Cicli e stagioni” di Twombly

Cy Twombly, "La caduta di Iperione"

Si è inaugurata lo scorso 5 marzo alla Galleria nazionale d’arte moderna la prima grande retrospettiva di Cy Twombly a Roma, che sarà visitabile fino al 24 maggio 2009. Pur toccando tutte le fasi della carriera di questo grande artista americano, stabilitosi in Italia nel 1957, l’esposizione, che comprende circa settanta fra dipinti, sculture e disegni, si concentra su alcuni momenti cruciali e opere chiave, come indica il sottotitolo “Cicli e stagioni”.
Curata da Nicholas Serota, la mostra è organizzata in collaborazione con la Tate Modern di Londra, che ne ha curato il progetto scientifico, e con il Guggenheim Museum di Bilbao. Il commissario della mostra per la presentazione a Roma è il Soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, mentre l’allestimento è a cura dell’architetto Federico Lardera.
Il percorso espositivo inizia con un lavoro che risale agli anni di studio dell’artista al Black Mountain College, MIN-OE 1951, nel quale, accanto all’influsso dei grandi contemporanei americani, soprattutto Franz Kline, si avverte già l’interesse per l’arte arcaica e prosegue con importanti lavori degli anni cinquanta e alcune delle prime sculture eseguite con materiali di scarto. Olympia, dipinto a Roma nel 1957, attesta il passaggio a un nuovo linguaggio, nel quale la scrittura automatica di matrice surrealista e l’espressionismo astratto si aprono alla suggestione del mito, della poesia e dell’arte classiche.
I primi anni sessanta sono documentati da dipinti che evocano l’Italia e i suoi artisti. Ai grafismi si alternano ora grumi di colore materico e al recupero della fisicità corrisponde l’affondare nell’inconscio.
Dal 1966 la pittura di Twombly recupera la dimensione mentale e la tavolozza vira sul grigio. La stessa tendenza alla semplificazione, che denota un avvicinamento alle poetiche delle strutture primarie e del concettualismo, si avverte nelle sculture, che l’artista torna a eseguire dal 1976.
Il tema dell’acqua domina gli anni ottanta, il colore riappare e la pennellata si fa fluida. Fra le serie degli anni novanta risaltano le monumentali Quattro stagioni, in equilibrio fra segno e colore, di cui si espone l’esemplare del 1993-1995. Il percorso espositivo si conclude con opere che appartengono già al XXI secolo.
La gestione dei servizi della mostra è stata affidata a Civita.
La versione italiana del catalogo, con saggi di Nicholas Cullinan, Tacita Dean e Richard Shiff, è edita da Electa su licenza di Tate Publishing.