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Civita incontra il Presidente della Camera Gianfranco Fini

Gianfranco Fini, Gianni Letta e Antonio Maccanico durante l'incontro a Palazzo Poli (© artimages /Ilaria Prili)

Mercoledì 24 marzo 2010, il presidente Onorario dell’Associazione Civita Gianni Letta e Antonio Maccanico, Presidente dell’Associazione, hanno incontrato il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, a Palazzo Poli a Roma. In apertura il presidente Maccanico ha evidenziato la fase delicata nella vita del nostro Paese e si sofferma sulla necessità di ripensare alle priorità e quindi alle strategie di crescita. Musei e patrimonio culturale costituiscono un potente fattore di attrazione e di promozione del Paese, possono essere di importanza strategica anche per lo sviluppo di rilevanti settori produttivi”. Il presidente Maccanico ha proseguito concentrando l’attenzione sul nuovo assetto federale dello Stato in via di costruzione; ha sottolineato che “il federalismo fiscale deve essere accompagnato, soprattutto nel campo della cultura, ad una chiara definizione delle competenze e dei ruoli. La semplificazione amministrativa può trarre origine solo da una chiara definizione delle competenze, dei ruoli, da una visione alta della organizzazione dello Stato. Sono temi che toccano da vicino il settore dei beni culturali, soprattutto quando si indicano competenze concorrenti in questa materia. Il privato, le imprese hanno oggi un nuovo approccio alla cultura considerata come un veicolo fondamentale per lo sviluppo. La possibilità di arrivare a progetti comuni tra imprese, Stato e Regioni è auspicabile, ma necessita di accordi chiari tra istituzioni che consentano, in molte realtà, di costituire una soggettività unitaria indispensabile a rendere possibile l’iniziativa privata. Un passo importante è certamente l’istituzione di una Direzione del MiBAC appositamente pensata per valorizzare il patrimonio. E’ un momento questo cruciale per chi opera nel nostro settore e ci auguriamo che vengano colte tutte le opportunità di collaborazione tra settore pubblico e privato indicate dal codice sul tema della valorizzazione finalizzato allo sviluppo culturale e che non si rischi, al contrario, in questa fase di definizione di nuove linee guida, di indebolire il contributo del privato con un eccessivo frazionamento delle competenze per i servizi museali.
Il presidente Maccanico ha proseguito parlando di tutela e valorizzazione, ambiti che richiedono una visione moderna e strategica. “Sono convinto - ha detto il presidente Maccanico - che su questo tema si gioca una partita importante per il nostro paese. Una presenza più forte delle aziende italiane nel settore dell’ICT e delle nuove tecnologie, collegate al patrimonio culturale, offrirebbe importanti e molteplici occasioni di sviluppo. Le competenze italiane in settori quali il restauro, la sicurezza e la fruizione del patrimonio, i servizi al pubblico, si incontrano virtuosamente con le tecnologie e potrebbero aprire straordinarie opportunità sul mercato internazionale alle nostre imprese. Sarebbe un’occasione davvero unica per imprimere un segno di forte innovazione e di slancio creativo alla nazione, in una fase di seria ridefinizione degli obiettivi economici strategici del paese. Attivare strumenti idonei per sostenere la ricerca nelle aziende e costruire legami forti con il mondo complesso dei beni culturali può produrre benefici importanti per l’Italia che si vede da sempre riconosciuta una grande competenza in materia di patrimonio culturale. Ci auguriamo pertanto che presto si sblocchino i finanziamenti previsti proprio a questo scopo, in modo assai lungimirante e costruttivo, dal programma Industria 2015. Sarebbe un’occasione davvero unica per imprimere un segno di forte innovazione e di slancio creativo alla nazione, in una fase di seria ridefinizione degli obiettivi.
Dopo aver elogiato il progetto di Civita nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, il Presidente Gianfranco Fini ha invocato, come elemento fondamentale del sistema riformistico, la “coesione” e "lo spirito costituente": “ Quando si parla di riforme l'approccio non può che essere finalizzato allo spirito costituente, non può che avere come obiettivo l'interesse generale e il bene comune, nel rispetto della dialettica tra le forze politiche e le culture politiche. La Carta costituzionale riformata deve essere garanzia per tutti gli italiani, non solo per quelli del Nord o del Sud ma anche di quelli che legittimamente votano per questa o per quella parte politica". E proseguendo ha indicato quale “sfida” innanzi tutto civile prima ancora che economica, l’impegno e il sostegno che la politica deve volgere al settore dei beni culturali. Un settore, quello del mercato della cultura, che ha ottenuto risultati incoraggianti, nonostante il periodo di crisi che stiamo vivendo, con un avanzamento complessivo dell’8% in più di introiti e del 15% in più di visitatori rispetto all’anno precedente. Per questo si rende necessaria la sinergia tra Stato, Regioni, Comuni e Province e tra il pubblico e il privato. “ È necessario ridurre al minimo o al limite eliminare competenze condivise Stato-Regioni”, ha spiegato Fini. “ A volte si tratta solo di duplicazioni, a volte si generano contenziosi e con i tempi della giustizia civile questo costituisce elemento ostativo di una strategia”. Dunque la riforma federalista in fieri deve prevedere “ una rivisitazione delle competenze condivise Stato-Regioni”. “E' necessario un nuovo assetto istituzionale in grado di contemperare le legittime esigenze di governo del territorio con l’interesse dello Stato a vedere garantita l’integrità della Repubblica e la coesione nazionale. Oggi non è in discussione l’unità nazionale, ma la coesione della Repubblica”.
All’intervento del Presidente Fini sono seguite alcune testimonianze dalle imprese partecipanti all’incontro, che credono nella cultura quale veicolo di sviluppo e di crescita; il Presidente di Vodafone, Pietro Guindani, ha sottolineato l’importanza delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali come preziosa opportunità per nuove forme di gestione e fruizione degli stessi, mentre il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Roberto Marotta, sottolineando il desiderio della Fondazione di reagire con forza alla tragedia del terremoto, ha invitato le Istituzioni e le aziende presenti a fornire ulteriori contributi al recupero del patrimonio artistico finalizzato ad una rinascita dell’economia dell’intero territorio.
Gli Associati che affiancano Civita nel suo operato dimostrano, giorno dopo giorno, quanto sia fondamentale l’impegno dei privati per il settore culturale. Ricordando la figura di Gianfranco Imperatori, per vent’anni Segretario Generale dell’Associazione Civita, e dei passi fatti in funzione di una sempre più stretta collaborazione tra le istituzioni pubbliche e gli operatori privati nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale, Gianni Letta ha elogiato gli interventi della mattinata per la loro concretezza, ribadendo la necessità di una collaborazione sinergica tra Stato, Regioni, Comuni e Province e tra di essi e il privato.
Se sapremo raccogliere e rilanciare questa sfida – ha concluso Letta - se sapremo mettere a frutto le grandi potenzialità che da questo settore ci derivano, se sapremo realizzare quelle integrazioni e quella sinergia che ci può essere, che ci deve essere, tra le imprese italiane, di cui molte autorevoli qui rappresentate, e la nostra tradizione artistica, potremo dare al nostro futuro un forte segno ed una spinta che lo renda per lo meno pari alla grandezza del nostro passato”.

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