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De Chirico e l’arte del passato

Giorgio De Chirico, "Orfeo trovatore stanco", 1970

Sono circa 100, fra dipinti e disegni ed una grande scultura, le opere di Giorgio De Chirico che a partire dal 20 novembre e fino al 25 gennaio 2009, possono essere ammirate a Roma nelle sale della Galleria nazionale d’arte moderna, nell’ambito della mostra De Chirico e il Museo presentata dalla Soprintendenza alla stessa Galleria e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, a trent’anni dalla scomparsa del maestro.
Non si tratta della consueta esposizione antologica, ma di una messa a punto del costante e complesso rapporto che De Chirico intrattenne con l’arte del passato, e che si configura come una sorta di museo immaginario, rappresentato in mostra dalle opere che l’artista aveva tenuto presso di sé e che oggi sono suddivise fra le raccolte delle due istituzioni organizzatrici.
La mostra, curata da Mario Ursino, allestita su progettato di Federico Lardera e organizzata in ATI da Electa e Civita Servizi, si articola in sei sezioni tematiche: Mitologiae Archeologia (con temi e suggestioni dall’antico), I d’après dai grandi maestri (con dipinti eseguiti alla maniera dei grandi maestri), La grande pittura (nel segno del “ritorno al mestiere” propugnato nella celebre rivista “Valori Plastici” (1918 - 1921), Da Rubens (dove sono esposti per la prima volta tutti gli esemplari sul tema appartenenti alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, già nello studio del maestro), La Neometafisica, (con opere ricche di citazioni dall’antico e che l’artista dipinge alla maniera di se stesso), Opere su carta (anch’essi ispirati all’antico o ai grandi maestri, fra i quali spiccano quelli ancora poco noti che illustrano il testo di Massimo Bontempelli, Siepe a Nord Ovest, edito nel 1922 da “Valori Plastici”).
Inoltre nella sezione La grande pittura è presentato per la prima volta a Roma un singolare dipinto di notevoli dimensioni, Capriccio veneziano, 1951, (Roma, collezione privata), ispirato alla sontuosa pittura del Veronese.
Negli spazi adiacenti alla mostra sono esposte le opere degli artisti che de Chirico, nel suo feroce articolo del 1919 sulla Galleria nazionale d’arte moderna, aveva incluso fra i buoni (pochi) e fra i cattivi (molti).
Il catalogo, edito da Electa, accoglie saggi di Renato Barilli, Maurizio Calvesi, Giovanna dalla Chiesa, Antonella Sbrilli, Mario Ursino, Marisa Volpi; contributi di Anna Grazia Benatti e Michela Santoro; schede che illustrano il rapporto fra le opere di de Chirico e le fonti ispiratrici. Inoltre negli apparati viene riproposta un’intervista a De Chirico di Dacia Maraini.

Riferimenti

Roma, Galleria nazionale d'arte moderna
20 Novembre 2008 - 25 Gennaio 2009

Indirizzo: Viale Delle Belle Arti, 131
Telefono: 0632298221
Orario: martedì – domenica dalle 8.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45). Chiuso il lunedì.
Biglietto: Intero € 9.00; ridotto € 7.00

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