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Firenze, D’odio e d’amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna

Il 9 ottobre, a Firenze, ha aperto al pubblico la mostra D’odio e d’amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna, allestita nella Sala Edoardo Detti del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi.
La mostra, curata da Marzia Faietti e Michele Grasso, è promossa da Ministero per i beni e le attività culturali, Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. La realizzazione dell’allestimento, come pure la produzione, la gestione e la comunicazione della mostra sono state affidate ad Opera Laboratori Fiorentini – Civita.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di indagare i complessi, e contraddittori, rapporti fra Vasari, artista e storiografo aretino, e gli artisti a lui contemporanei al di là degli Appennini.
Un rapporto nato male, ma finito bene, come ci rivela la mostra. Infatti, attraverso una selezione assai accurata e significativa di disegni e dipinti (prevalentemente attinti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi), l’esposizione lascia intuire come il giudizio ostile di Vasari – che imputava agli artisti d’oltre Appenino il mancato contatto con opere e materiali dell’arte classica dai quali prendere spunto e ispirazione – era destinato a non durare a lungo. I termini sono già meno duri nei confronti del Correggio che, a parer suo, se fosse uscito dalla Lombardia (l’Emilia era allora considerata terra lombarda) e si fosse spinto fino a Roma “avrebbe fatto miracoli”, e verso gli artisti della generazione successiva Vasari spende addirittura parole di approvazione.
È una mostra dal taglio inedito, con un discorso intellettuale e figurativo molto sottile, che spiega il testo delle Vite di Vasari – usato come traccia – attraverso le opere esposte, e che appunto rivela una relazione quasi di odio e d’amore, con giudizi feroci da una parte e slanci ammirati dall’altra: così si spiega, ad esempio, un disegno inedito di Amico Aspertini che sembra un inaspettato omaggio del bolognese “fuori squadra” verso Vasari, di cui cita l’opera. In questa narrazione visuale, c’è un happy end impensabile in partenza: Bologna aveva nel frattempo conquistato il rigoroso artista e primo storico dell’arte aretino.

Riferimenti

D’odio e d’amore. Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna
Firenze, 9 ottobre – 2 dicembre 2018 PROROGATA AL 6 GENNAIO 2019
Sala Edoardo Detti, Gallerie degli Uffizi