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Firenze, “Il filo e l’infinito” di Maria Lai

Le celebrazioni dell’8 marzo delle Gallerie degli Uffizi culminano con l’inaugurazione di una mostra dedicata ad una grande donna e una grande artista: Maria Lai, scomparsa nel 2013 e la cui opera si impone nel panorama artistico internazionale, come dimostra la sua presenza, l’anno scorso, alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel.
La mostra è promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, con il patrocinio del Comune di Ulassai. E’ organizzata in collaborazione con Archivio Maria Lai – Lanusei e Fondazione Stazione dell’Arte – Ulassai, mentre a Opera Laboratori Fiorentini – Civita sono affidate la realizzazione dell’allestimento, la produzione, la gestione e la comunicazione dell’iniziativa.
Nell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti, fino al 3 giugno, attraverso il tema del filo, la Lai coniuga la tradizione della civiltà sarda con i linguaggi dell’arte contemporanea.
La mostra, curata da Elena Pontiggia, celebra la sua ricerca svolta per più di un settantennio con un costante rinnovarsi del linguaggio che la porta dal realismo lirico degli anni Quaranta alle scelte informali dei tardi anni Cinquanta, e dai lavori polimaterici dei primi anni Sessanta alle successive opere concettuali.
Per la seconda volta gli spazi delle Gallerie degli Uffizi ospitano Maria Lai: nel 2004 l’artista aveva allestito al Giardino di Boboli l’Invito a tavola, un grande desco apparecchiato con pane e libri in terracotta, ora in mostra a New York. E così, non mancano riferimenti a Firenze nell’opera dell’artista sarda: dalle mappe immaginarie di Leonardo da Vinci copiate a Firenze, fino all’opera Il mare ha bisogno di fichi, realizzata nel 1986 in occasione del ventesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966.

Riferimenti

Maria Lai. Il filo e l'infinito
Firenze, 8 marzo - 3 giugno 2018
Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini