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Firenze celebra Jackson Pollock

Con la mostra Jackson Pollock. La figura della furiaper la prima volta Firenze rende omaggio a uno dei grandi protagonisti dell’arte mondiale del XX secolo, colui che ha scardinato le regole dell’arte figurativa occidentale dissolvendo gli ultimi baluardi della prospettiva rinascimentale, e lo fa accostando idealmente l’opera dell’artefice americano a quella di un altro titano dell’arte universale, Michelangelo Buonarroti di cui proprio quest’anno si celebra il 450° anniversario della morte. La mostra, promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è ideata e curata da Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini. L’organizzazione è affidata a Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita con la collaborazione di Cariparma Crédit Agricole come main sponsor e il sostegno di Prelios, FAI Service e Unipol. La sezione multimediale è realizzata da Art Media Studio di Firenze.
Ben sedici opere di Pollock sono esposte a Palazzo Vecchio, simbolo e sede del potere politico di Firenze, in particolare della città comunale e rinascimentale che fece dell’arte un elemento di forza della propria civiltà e del proprio prestigio nel mondo. Il titolo della mostra, La figura della furia, è un riferimento alla stessa figura di Pollock nell’atto di dipingere le tele girando intorno ad esse, pervaso da impeto passionale e da un furore dinamico come in un rituale sciamanico. Egli introdusse infatti un modo totalmente nuovo di dipingere, partendo dalla profonda comprensione della grande personalità artistica di Michelangelo e della sublime tragica dimensione della sua opera. Oltrepassando l’uso del quadro verticale posto sul cavalletto, Pollock stendeva la tela orizzontalmente sul pavimento per dipingerla su tutti i lati. Con questo procedimento l’artista arrivò a sviluppare la tecnica del dripping, facendo sgocciolare il colore sulla superficie direttamente dai tubetti o dai contenitori e senza far uso del pennello. Una tecnica definita action painting (pittura d’azione) - propria dell’espressionismo astratto - da Harold Rosemberg per descrivere l’urgenza dell’atto creativo del pittore coinvolto fisicamente e psicologicamente nell’azione del dipingere, talvolta con veemenza, con furore, come in una lotta, in un corpo a corpo con la tela, diventata nell’agone una vera e propria arena.
L’idea dell’esposizione è nata studiando una serie di disegni dell’artista americano conservati al Metropolitan Museum di New York, in cui egli risulta fortemente impressionato dalle immagini della volta della Cappella Sistina e del Giudizio universale. Pollock andò però oltre l’esercizio della copia accademica di capolavori dell’arte rinascimentale e nella fattispecie di Michelangelo e proprio nell’atto e nell’esito creativo si manifesta il punto di similitudine fra i due grandi artisti a distanza di quattrocento anni.
Oltre a prestigiosi prestiti dalla Pollock Krasner Foundation e a sei cruciali disegni provenienti dal Metropolitan Museum e per la prima volta esposti in Italia, sono presenti alcune opere ancora giovanili degli anni Trenta e i dipinti degli anni Quaranta dove il suo stile più personale, nell’ambito dell’espressionismo astratto, si va definendo.
La seconda sezione della mostra è ospitata nella Chiesa sconsacrata di San Firenze, dotata di spazi interattivi, apparati multimediali e didattici, dove, attraverso allestimenti creativi, si propongono proiezioni e filmati sulla vita e l’arte dell’artista.

Riferimenti

Jackson Pollock. La figura della furia
Palazzo Vecchio e San Firenze, Firenze
16 aprile – 27 luglio 2014