Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Firenze, in mostra il collezionismo e il mecenatismo di Ferdinando de' Medici

Lo scrso 26 giugno ha aperto al pubblico la mostra Il Gran Principe Ferdinando de' Medici (1663-1713) collezionista e mecenate, ospitata a Firenze nelle sale della Galleria degli Uffizi e che vuole rendere omaggio alla straordinaria personalità del Principe erede al trono toscano, figlio del granduca Cosimo III e di Margherita Luisa d’Orléans, e di cui ricorre il terzo centenario della morte. La mostra presenta le caratteristiche salienti di Ferdinando, figura eclettica e articolata, in merito al collezionismo artistico ma anche alla passione per lo spettacolo.
L’esposizione, a cura di Riccardo Spinelli, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Produzione e gestione della mostra sono affidate a Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group.
Figura di spicco allo scadere del Seicento, Ferdinando si distinse per l’amore per la cultura nel senso più pieno del termine: i suoi interessi collezionistici e mecenatizi si svilupparono in parallelo, e ben presto, a quelli per il teatro, per la musica, per la scienza, facendo del giovane Delfino un vero e proprio faro nella Firenze del tempo.
Nelle sale al piano nobile della Galleria, un tempo occupate dall’Archivio di Stato e oggi, progressivamente, consegnate al nuovo, grande nascente museo, vengono presentate opere e documenti significativi della vicenda biografica di Ferdinando che, morendo prima del padre, non ebbe pieni doveri di Stato, potendo così sviluppare quelle passioni che lo accompagnarono nella pur breve vita.
Le prime sezioni illustrano gli interessi giovanili per la musica e per il teatro. Nelle sale dedicate alla prima fase del collezionismo artistico di Ferdinando vengono presentati quei pittori graditi al giovane Principe, soprattutto fiorentini o naturalizzati tali, verso i quali egli mostrò una preferenza che non venne mai meno e non subì eclissi, anche quando i gusti di Ferdinando, allo scadere del Seicento, si orientarono verso le scuole extra-toscane.
Due settori nei quali il principe si distinse con particolare incisività, nel campo del collezionismo e del mecenatismo, furono la natura morta e la scultura. Nel primo Ferdinando mostrò un gusto decisamente scelto; al contempo, grazie a una fitta rete di consulenti, procacciatori, esperti, il principe tenne d’occhio il mercato ‘straniero’, peninsulare come europeo, facendo arrivare in collezione le opere dei più brillanti artefici. Nel campo della scultura Ferdinando protesse i maestri locali, quelli formatisi a Roma all’Accademia medicea, che produssero per lui alcuni dei loro capolavori, la maggior parte dei quali sarà visibile insieme, per la prima volta, nelle sale della mostra.
Un altro aspetto che l’esposizione degli Uffizi intende evidenziare è quello del collezionismo di opere antiche da parte del Principe: Ferdinando non si limitò a raccogliere opere di artisti contemporanei ma, nella migliore tradizione medicea, si interessò costantemente della pittura cinque-secentesca, italiana e non, facendo arrivare a Firenze una mole enorme di dipinti, molti dei quali capolavori che oggi fanno la ricchezza dei nostri musei.
Accanto a queste opere spesso monumentali Ferdinando sviluppò anche altri filoni collezionistici. Ad esempio, nella villa del Poggio a Caiano dette vita a un ‘gabinetto di opere in piccolo’, nel quale fece confluire dipinti di ridotte dimensioni, esemplificando così, in maniera quanto mai originale, scuole, maestri e tecniche pittoriche varie e articolate. In mostra, il ‘gabinetto’ del Poggio viene ricostruito e due pareti di questo vedono rialloggiati i dipinti nella sistemazione voluta dal Principe. Allo scadere del Seicento, tuttavia, le preferenze artistiche di Ferdinando variano sensibilmente e si indirizzano verso le grandi scuole non toscane. La mostra, infine, si conclude con una sezione dedicata agli anni finali di Ferdinando.
Enel sostiene “Un anno ad arte 2013” confermando l'attenzione per la valorizzazione culturale e artistica del patrimonio culturale e artistico della città di Firenze, coniugando l’innovazione tecnologica con la tradizione della cultura fiorentina e italiana, di cui questa iniziativa è espressione di grande spessore.

Riferimenti

Il Gran Principe Ferdinando de' Medici (1663-1713) collezionista e mecenate
Galleria degli Uffizi
26 giugno – 3 novembre 2013