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Firenze, la monografica su Koenig, creatore di “The Sphere"

Lo scorso 21 giugno ha aperto al pubblico a Firenze la più grande monografica  dedicata all’artista bavarese Fritz Koenig, creatore di “The Sphere” delle Torri Gemelle di New York, da molti considerato fra i più importanti scultori del ventesimo secolo e scomparso, novantatreenne, un anno e mezzo fa.
La mostra, curata da Alexander Rudigier, è promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, con il Patrocinio di S.A.R. il Duca Francesco di Baviera, ed è organizzata in collaborazione con Skulpturenmuseum im Hofberg. Stiftung Koenig, Stadt Landshut. Realizzazione, produzione, gestione e comunicazione dell’esposizione sono state affidate ad Opera Laboratori Fiorentini – Civita.
Si tratta della prima grande retrospettiva dopo la morte di Koenig, in occasione della quale viene presentata, nei magnifici spazi verdi del Giardino di Boboli e nelle sale della Galleria degli Uffizi, una grande quantità di sue opere, fra sculture e disegni, compresi anche, per la prima volta, i lavori degli ultimi quarant’anni della sua vita. Opere per la maggior parte dedicate ai temi dell’amore e dell’eros, della morte e dell’olocausto.
Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ben volentieri ha messo a disposizione gli spazi di sua competenza per questo evento straordinario.
Il bronzo, la pietra, il corten delle monumentali sculture di Koenig ritmano gli spazi del capostipite dei giardini all’italiana, offrendo alla vista l’intreccio prezioso fra le loro forme - lisce o ruvide, spesso apparentemente instabili e padrone di uno studiato disequilibrio - e lo sfondo di panorami unici, caratterizzati dalle quinte delle siepi, dei grandi alberi, dei prati.
Personalità forte e complessa Koenig negli anni rifiutò il mondo dell’arte e decise di ritirarsi, con la moglie Maria, nella sua tenuta di Ganslberg, in Baviera, dedicandosi con passione anche ai suoi amati cavalli purosangue arabi dei quali diventò allevatore, ai suoi pavoni, alle galline, ai gatti, insomma alla sua “arca di Noè” come la chiamava, circondato dalla sua collezione di arte africana tra le più notevoli al mondo.
A seguito dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, la sfera rimase danneggiata ma si salvò miracolosamente dal disastro grazie a due grandi lastre di acciaio che, precipitate, la protessero. Nella Plaza, tra i due grattacieli alti 400 metri, la sfera era diventata il simbolo dell’incontro: fortunatamente i danni non furono gravi, l’artista intervenne, la restaurò ed oggi è ancora lì, a Ground Zero.

Riferimenti

Fritz Koenig. 1924-2017. La Retrospettiva
Firenze, 21 giugno – 7 ottobre 2018
Uffizi e Giardino di Boboli