Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Firenze, la prima mostra monografica di Tesfaye Urgessa in Italia

Il 18 dicembre a Firenze ha aperto al pubblico la mostra “Tesfaye Urgessa. Oltre”, allestita presso l’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti e prima mostra monografica in Italia di Tesfaye Urgessa, l’artista con origini etiopi e tedesche, nato ad Addis Abeba nel 1983, trasferitosi grazie a una borsa di studio a Stoccarda nel 2009 dove oggi insegna e lavora, apprezzato dalla critica e dal mercato.
L’iniziativa, curata da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, con Chiara Toti, è promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali, Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. Ad Opera Laboratori Fiorentini – Civita è affidata la realizzazione dell’allestimento, oltre che la produzione, la gestione e la comunicazione della mostra.
Si tratta di un’ampia selezione di opere, dal 2010 al 2018, che celebra la potenza immaginifica dell’artista e della sua più recente produzione e che viene esposta con un ordinamento cronologico nelle sei sale dell’Andito degli Angiolini.
«Alcuni vedono delle vittime nelle mie figure. Io vedo in loro quelli che ce l’hanno fatta. Mi danno conforto. Una cicatrice non è necessariamente il segno di una tragedia, un campione di boxe può bene avere un occhio nero o un sopracciglio che sanguina» scrive Tesfaye Urgessa.
Parole che sembrano alludere alla parabola di riscatto che Urgessa attribuisce ai suoi personaggi come, probabilmente, a sé stesso. Le figure magnetiche che popolano le sue tele in solitudine o più spesso in composizioni di corpi aggrovigliati e mutili sono infatti a tutti gli effetti una proiezione personale che non ha alcun portato narrativo o sociale. «Se qualcuno si riconosce nelle mie figure così come io mi riconosco in loro, allora necessariamente si riconoscerà in me», scrive ancora Urgessa per spiegare il dialogo che i suoi dipinti attivano tra chi crea e chi guarda, mediato da un repertorio di volti, maschere, corpi, nonché da una raccolta di oggetti famigliari dispiegati secondo logiche arcane.
Terreno di scambio è la cultura visiva dell’arte del Novecento (e non solo) con la quale Urgessa si confronta in chiave di contaminazione e superamento, definendo una cifra stilistica del tutto originale.
Le foto in catalogo, con Urgessa nello studio mentre disegna a terra o con gli stadi compositivi dei dipinti ricostruiti in sequenza, danno anche conto di un processo creativo che, rifuggendo ogni premeditazione, si affida totalmente al flusso spontaneo delle immagini generate dalla mente dell’artista e registrate in contemporanea su una pluralità di tele.

Riferimenti

Tesfaye Urgessa. Oltre
Firenze, 18 dicembre 2018 – 3 febbraio 2019
Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Gallerie degli Uffizi