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Gianni Letta, nuovo Presidente dell’Associazione Civita

Assemblea Civita 2013 (© foto Fulvio Fugalli)

L’Assemblea dei Soci dell’Associazione Civita che si è tenuta venerdì 5 luglio, presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, ha sancito la nomina dell’On. Gianni Letta a Presidente dell’Associazione Civita che, in qualità di socio fondatore e, dal 2009, Presidente Onorario, ne ha sempre sostenuto l’operato, con impegno e forza, cogliendone a pieno il valore delle idee originarie, e di Nicola Maccanico, già membro del Comitato di Presidenza nonché Direttore Generale di Warner Bros Italia, come nuovo Vice Presidente dell’Associazione. E’ stata, inoltre, affidata la responsabilità dei rapporti internazionali al Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma.
Da sempre occasione di confronto con prestigiosi rappresentanti delle Istituzioni e dell’imprenditoria italiana, in merito a sviluppo e futuri scenari del settore dei beni culturali, l’odierna sessione pubblica dell’Assemblea ha accolto, come ospiti d’onore, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed il Sindaco di Roma Ignazio Marino, alla presenza delle imprese associate e ad una nutrita rappresentanza del mondo culturale.
L’Assemblea odierna, che si è celebrata nell’anno del venticinquennale di Civita, un quarto di secolo che ha segnato la storia del nostro Paese e delle politiche dei beni culturali, è stata la prima dopo la scomparsa del suo Presidente Antonio Maccanico - uomo di cui il Gruppo Civita, così come l’intera Nazione, sentirà a lungo la mancanza, per la passione, l’integrità e l’impegno dimostrati – e si è proposta come occasione di peculiare importanza per la vita associativa di Civita, sia per definizione del nuovo assetto organizzativo che per il rilancio di nuove prospettive e strategie.
Proprio in questo contesto di fervente rinnovamento istituzionale, che lascia presagire una rinnovata centralità riservata alla Cultura – finalmente percepita come elemento-chiave per un’effettiva ripresa economica, sociale e civile della nostra comunità - nell’agenda politica nazionale e locale, la posizione di Civita vuol essere decisamente propositiva, essendo aperta ad una sana interlocuzione fra istanze diverse e non necessariamente contrapposte, nella convinzione che, proprio in una condizione di estrema criticità come quello che attanaglia il nostro Paese, possano generarsi preziose occasioni di crescita e sviluppo.
Durante l’Assemblea, Albino Ruberti, Segretario Generale dell’Associazione Civita, ha dato voce alle proposte presentate da Civita; azioni concrete, frutto del lavoro compiuto nell’ultimo anno e finalizzate, in particolare, a superare alcune criticità inerenti:
- gli aspetti fiscali connessi alle relazioni che legano il settore pubblico dei beni culturali al mondo dei privati e, in primo luogo, delle imprese;
- la carenza di risorse per la Cultura e l’esigenza di un miglioramento complessivo dell’offerta di servizi al pubblico, da un lato rinnovando con nuove gare l’affidamento delle concessioni e, dall’altro, ridisegnando il sistema di tariffazione dei musei statali, in una logica di incremento delle entrate di cui il settore possa direttamente beneficiare.
Al fine di favorire la compartecipazione dei privati, il delicato rapporto fra Fisco e Cultura risulta prioritario. Individuando nella rivisitazione delle forme di agevolazione già esistenti (esenzione, deduzione e detrazione) la migliore politica fiscale da attuare, le proposte avanzate da Civita in questa direzione consistono nel:
- promuovere la detassazione degli utili investiti dalle imprese in iniziative culturali, in proporzione all’ammontare degli investimenti effettuati su beni e/o eventi di carattere culturale che siano individuati a livello di enti pubblici in via preventiva e che abbiano una funzione di volano per l’economia locale;
- riformare, in particolare, il regime delle detrazioni e deduzioni fiscali dall’imposta sui redditi, adottando misure più efficaci, come già in vigore in alcuni Paesi europei;
- introdurre un’IVA agevolata che consenta di estendere tale regime anche agli interventi di restauro e recupero di beni di rilievo storico artistico mobili, ampliando tale agevolazione agli stessi contratti di sponsorizzazioni entrambi gravati oggi dall’aliquota al 21%;
- dare concretezza da parte degli Enti e delle Istituzioni pubbliche alla programmazione triennale di bilancio sulla quale attivare il confronto non episodico con i privati;
- verificare la possibilità di introdurre un qualche elemento di ritorno, anche morale, per i benefattori, oltre a dare valore alla trasparenza rispetto alla finalizzazione dell’intervento sostenuto.
Civita sostiene che il confronto Pubblico/Privato debba poter contare sull’apporto costruttivo delle Istituzioni e, in particolare, del Mibac come garanti della unitarietà delle proposte e del confronto tra i vari soggetti istituzionali e non coinvolti.
Altro fronte ritenuto cruciale è quello del mercato dei servizi al pubblico al fine di innovare il sistema delle concessioni, attualmente in fase di stallo, rendendolo qualitativamente più attrattivo per l’utenza e più redditizio sia per l’operatore che per l’Amministrazione. In quest’ambito, Civita propone una serie di provvedimenti finalizzati a rendere le gare meno esposte alle contestazioni e più aperte alla competizione, contemplando anche nuove ipotesi di gestione integrata tra Amministrazione pubblica e operatori privati. Si ritiene, quindi, opportuno intervenire sui seguenti aspetti: una minore frammentazione dei servizi messi a gara; la revisione della componente economica della concessione, oltre alla verifica ex-ante della sostenibilità economico–finanziaria della concessione finalizzata all’avvio della procedura; per i siti culturali “minori” la verifica della possibilità di sperimentare forme di diverse di collaborazione inter-istituzionale e di coinvolgimento degli operatori economici tra cui project financing, partnership pubblico-privato, ecc.
A fronte di ciò, risulta quanto mai necessario che le stesse Istituzioni culturali, ed in primis i musei, assumano maggiore autonomia e capacità di drenare risorse economiche. La revisione delle strategie tariffarie applicate ai siti statali auspicata da Civita, dovrebbe fondarsi, in primo luogo, sul ripensamento delle gratuità, agendo, ad esempio, sulla loro abolizione per quel milione e cento mila visitatori over 65 (in favore di una tariffa ridotta) e parallelamente introducendo facilitazioni in favore di particolari categorie di utenza selezionate su base sociale (disoccupati, redditi bassi, ecc.) o territoriale (residenti), secondo un approccio inclusivo capace di stimolare anche la fruizione da parte di nuovi segmenti di pubblico; in secondo luogo, sull’introduzione di un generalizzato incremento medio di 1 euro su tutti i biglietti a pagamento, sia interi che ridotti, degli istituti statali che determinerebbe un incremento degli introiti annui complessivi del 14%. Con l’applicazione delle suddette misure si determinerebbe un incremento degli introiti da reinvestire direttamente sull’offerta culturale.
L’investimento in Cultura, come opportunità per la crescita non solo civile ma anche economica del nostro Paese e, insieme, con l’intento di conferire a quest’ultimo un nuovo posizionamento nel sistema internazionale, costituisce l’impegno che Civita intende continuare a perseguire a fianco delle Istituzioni e delle oltre 160 imprese associate.

Riferimenti

Assemblea Annuale dei Soci dell’Associazione Civita
Venerdì 5 luglio 2013 ore 10.30
Roma, Musei Capitolini - Sala Pietro da Cortona
Piazza del Campidoglio, 1 Roma

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