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I Ministri Ornaghi e Gnudi al CdA dell'Associazione Civita

CdA dell'Associazione Civita (foto di Fulvio Fugalli)

L’investimento in Cultura rappresenta una preziosa opportunità per un rilancio effettivo del nostro Paese, soprattutto se gestito in maniera coordinata a livello centrale e, più in particolare, tra i Ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo come si è discusso ieri, lunedì 2 aprile, durante il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Civita presso la Sala dei Marmi di Palazzo Barberini.
All’incontro, uno dei principali momenti della vita Associativa cui hanno preso parte i rappresentanti di circa 100 imprese associate, hanno infatti partecipato i Ministri Lorenzo Ornaghi e Piero Gnudi che si sono confrontati su opportunità e risorse che il nostro patrimonio culturale è in grado di mettere a disposizione per l’avvio di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale, anche e soprattutto in una fase critica per il nostro Paese come quella attuale.
Secondo il Ministro Ornaghi la Cultura deve essere collocata al centro come fattore di innesco di un modello di sviluppo effettivamente nuovo e qualitativamente connotato. L’Italia, per crescere, ha un reale bisogno di attività culturali e, in questa direzione, “l a cooperazione fra pubblico e privatonon rappresenta unicamente una positiva opportunità bensì una strada ormai obbligata lungo la quale noi tutti siamo tenuti a fare il massimo possibile”. Tra le manovre necessarie occorrono, quindi, una semplificazione delle procedure di collaborazione ed un’opportuna defiscalizzazione.
Il Ministro Ornaghi, inoltre, non ha mancato di sottolineare l’importanza dell’impegno assunto dalle associazioni come Civita che, in una fase critica per il nostro Paese come quella attuale, sono in grado di svolgere due funzioni chiave: “rivitalizzare il tessuto sociale e fare da pungolo funzionante e severo, ma anche amicale, dell’azione politica”.
Come ha sottolineato il Ministro Gnudi, in Italia è venuta a mancare, rispetto agli altri Paesi, una politica dedicata al Turismo: un settore che nel nostro Paese presenta delle potenzialità enormi ma cui non viene riservata la dovuta attenzione: “Quest’anno un miliardo di persone viaggeranno per turismo ma, senza linee politiche ben definite, rischiamo che tre delle nostre mete d’eccellenza, quali Venezia, Firenze e Roma, non ne riusciranno a cogliere a pieno le opportunità”. Puntare sul turismo culturale diviene, quindi, fondamentale e per far questo, occorre valorizzare e rendere fruibili musei e luoghi d’arte collocati su tutto il territorio nazionale: “La nostra fortuna – ha ribadito il Ministro – è proprio quella di poter vantare un turismo diffuso sul quale è necessario investire per un effettivo rilancio del Paese”.
Una forte sinergia tra settori e principalmente tra quello della cultura, del turismo, delle infrastrutture e dell’economia è ciò che Civita auspica da tempo. Il Vice Presidente Bernabò Bocca ha ribadito, infatti, che la Cultura può diventare il centro di linee politiche innovative e concertate che devono essere messe in atto con urgenza. “Per far questo – ha affermato il Vice Presidente - occorrono delle precondizioni fondamentali:una forte sburocratizzazione e semplificazione di norme e procedure fiscali e amministrative di varia natura che siano in grado di favorire lo sviluppo dell’industria culturale e creativa; un miglioramento delle prestazioni del settore turistico in generale e di quello culturale in particolare; una collaborazione sempre più intensa tra amministrazioni pubbliche e imprese private in Cultura; la partecipazione della popolazione, soprattutto quella giovane, alla cultura “tradizionale”, fatta di musei, archivi e biblioteche più reali che virtuali, in modo da creare le condizioni per l’affermazione di un’identità, ma anche di una convivenza civile e consapevole con culture diverse; incentivare la donazione da parte delle persone fisiche nel proprio patrimonio culturale.
Approfondendo il ruolo delle industrie culturali, Albino Ruberti, Segretario Generale di Civita nonché Amministratore Delegato di Civita Servizi, ricorda che sia il settore della domanda che quello dell’offerta esprimono solo la metà delle loro potenzialità sul fronte di creazione di impresa, di occupazione e consumi. Tra l’altro, facendo esplicito riferimento agli operatori culturali “risulta quanto mai necessaria – afferma Ruberti - l’impostazione di procedure che inaugurino nuove forme di collaborazione pubblico/privato e favoriscano, da un lato, un clima di maggiore distensione e, dall’altro, risultati più positivi per tutti gli attori - committenti pubblici, operatori privati e, non da ultimi, gli utenti finali – nonché una sana e proficua competizione fra tutti gli attori coinvolti”.
La presenza dei Ministri Ornaghi e Gnudi al Cda dell’Associazione Civita ha voluto rappresentare l’occasione per ribadire con forza la sempre maggiore rilevanza per il nostro Paese di puntare sui settori di turismo e cultura; permettendo, inoltre, come ha ricordato in chiusura il Presidente Onorario dell’Associazione Civita Gianni Letta, “ di mettere in evidenza linee di intervento e possibili soluzioni volte a migliorare il quadro complessivo degli interventi a sostegno e gestione del patrimonio, sulla scorta di un’esperienza maturata da Civita nel corso di venticinque anni di attivitàe impegno nel settore. Le promesse di impegno da parte dei Ministri ci incitano a continuare con impegno nella direzione intrapresa”.

Riferimenti

Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Civita
Lunedì 2 aprile 2012
Roma, Palazzo Barberini – Sala dei Marmi

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