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Il Presidente Marcegaglia all’Assemblea annuale di Civita

Assemblea Annuale dei Soci di Civita (foto di Fulvio Fugalli)

Si è svolta, mercoledì 21 luglio, l’Assemblea annuale dei Soci dell’Associazione Civita, occasione di peculiare importanza per la nostra vita associativa e per il rilancio di nuove prospettive e strategie. Ospiti d’onore sono stati il Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia insieme al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nonché Presidente onorario di Associazione Civita Gianni Letta.
All’Assemblea, che si è tenuta presso l’Auditorium del Museo MAXXI di Roma, erano presenti, inoltre, il Presidente Antonio Maccanico, il Vice Presidente Bernabò Bocca, il Segretario Generale Albino Ruberti e il Direttore Giovanna Castelli di Associazione Civita, il Presidente di Civita Servizi Luigi Abete e il Presidente della Fondazione MAXXI Pio Baldi.
La presenza del Presidente Marcegaglia alla sessione aperta dell’Assemblea è stato un fatto particolarmente significativo per rafforzare il rapporto tra impresa e cultura e ribadire insieme il valore che la cultura può avere nella ripresa economica.
L’Assemblea dei Soci di Civita è stata l’occasione per alcune riflessioni. La crisi del sistema politico è grave e si somma ad una fase economica in cui si misureranno davvero le effettive capacità del paese di intraprendere una nuova strada di crescita e di prosperità. La crisi finanziaria rende difficile la gestione delle finanze pubbliche e, conseguentemente, del settore dei beni culturali dove un quadro emerge chiaramente: la riduzione di un terzo delle spese del Ministero per i Beni culturali, dallo 0,34% del bilancio dello Stato del 2005, all’attuale 0,21%.
L’esigenza di avviare una stagione di grandi riforme, che da troppo tempo si annunciano senza che siano realizzate, è ormai improcrastinabile. Si devono ripensare le priorità, le strategie di crescita, il ruolo dell’impresa e del lavoro, gli equilibri tra gli organi dello Stato.
Per il nostro Paese le riforme istituzionali sono un punto fondamentale. La grande novità è quella del federalismo. Decentrare le funzioni, realizzare una vera e propria autonomia finanziaria delle Regioni e degli Enti Locali, è una questione ineludibile ed è un punto che ci interessa da vicino. “Il federalismo fiscale – ha sottolineato il Presidente Maccanico - dovrebbe mettere le Amministrazioni locali, con equilibrio e salvaguardando l’unità nazionale e l’uguaglianza tra i cittadini, nelle condizioni di governare più serenamente e con maggiore efficienza.(…) Il federalismo fiscale deve accompagnarsi, soprattutto nel campo della cultura, ad una chiara definizione delle competenze e dei ruoli di ciascuna amministrazione.”
La dimensione federativa pone anche a Civita problemi nuovi. Nonostante il nostro impegno ventennale nel settore dei beni culturali, abbiamo la necessità di sviluppare la nostra presenza coerentemente con le prospettive federaliste. L’obiettivo dell’Associazione è quindi quello di costruire una presenza in regioni strategiche nelle quali, nel breve periodo, misurarsi con la complessità del mercato, promuovendo l’aggregazione di imprese attorno ai temi della cultura. E’ questo il tema cardine della mission di Civita e il fondamento della sua storia.
L’idea che dal rapporto tra cultura e impresa possano nascere vantaggi per entrambi “vale ugualmente, se non di più - secondo il Vice Presidente Bernabò Bocca - quando il prodotto di cui parliamo è proprio il nostro territorio, e la sua capacità di garantire ai turisti una varietà straordinaria di offerta che ha nella cultura il suo valore distintivo.”
Come risulta da una ricerca condotta dal nostro Centro Studi, anche le aziende hanno capito il valore dell’investimento in cultura per rafforzare la propria immagine. Delle imprese italiane circa il 15% investe ogni anno in sponsorizzazioni per la cultura e, nell’arco di un triennio, il 47,2% investe in cultura, sia con spese di investimento (ad esempio i grandi restauri) che per eventi culturali, e tende a confermare questo investimento nel tempo. Si tratta di un contributo importante in cambio del quale le imprese chiedono di poter realizzare una visibilità del marchio, estendere i contatti con il pubblico e con i decisori politici, ottenere un rafforzamento della propria immagine.
Il compito dell’Associazione che opera a fianco delle imprese sta proprio nel sostenere tutti quei processi che favoriscono una migliore gestione della cultura, del paesaggio e delle risorse culturali. La loro tutela e, nello stesso tempo, un’adeguata capacità di valorizzarle possono essere fonte di ricchezza e di benessere. Per farlo è necessaria una forte collaborazione tra le istituzioni e il mondo delle aziende. Come sottolinea il Segretario Generale Albino Ruberti, “l’incontro tra impresa e istituzioni, tra business e “civitas”, sarà il punto nodale anche per i prossimi annie per questo, tra gli obiettivi futuri c’è il rafforzamento sia del rapporto con gli associati, attraverso la costruzione di progetti comuni e di una comune capacità di investimento nel settore, sia della collaborazione con le istituzioni.”
Intervenendo all’Assemblea di Civita, il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha lanciato quattro proposte per estendere la partecipazione dei privati nella tutela e fruizione del patrimonio culturale, artistico e museale del Paese. La prima riguarda le risorse pubbliche che, come sottolinea il Presidente, “non vanno più date a pioggia alle migliaia di soggetti pubblici protagonisti dell’offerta culturale inefficiente. Bisogna spostare le risorse su criteri che tengano conto della domanda, e premino la migliore offerta. Servono matching grants, cioè il contributo pubblico affianca quello privato al solo patto di averlo saputo reperire in maniera a esso equivalente”. La seconda proposta è quella di “affidare a privati in totale concessione sperimentale alcuni musei italiani, superando i limiti molto stretti posti dall’attuale ordinamento che affida ai privati solo la gestione di alcuni servizi”. La terza e la quarta riguardano la materia fiscale in quanto è opportuno “estendere - secondo il Presidente Marcegaglia - alle sponsorship delle imprese private in progetti culturali la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico” e “alzare dal 19% attuale al 30% almeno l’aliquota da portare in detrazione fiscale, quando le erogazioni culturali siano effettuate da persone fisiche”.

Scarica il Comunicato Stampa integrale

Riferimenti

Assemblea annuale dei Soci di Civita
21 luglio 2010
Roma, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Auditorium)
Via Guido Reni, 4A

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