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Il fascino discreto dell’oggetto: la natura morta tra il 1910 e il 1950

È in corso presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna la mostra Il fascino discreto dell’oggetto, una rassegna di 150 fra dipinti, disegni e stampe sul tema della natura morta databili dal 1910 al 1950, scelte fra le 300 opere che il museo possiede su questo soggetto.
La mostra è curata da Massimo Mininni con la collaborazione di Flaminia Valentini e Stefano Marson.
Il progetto del programma interattivo è di Leonardo Luciani, con la collaborazione di Flaminia Valentini. I testi sono a cura di A. Birri, L. Campanelli, P. Castelli, M.S. Cardulli, V. Filamingo, C. Gunnella, K. Linguanti, B. Marcelli, S.Marson, S.Meurer, L.Nicastro, L. Sorrenti,G. Tirloni, L. Zulli. I servizi di accoglienza sono a cura di Civita.
Quasi tutti gli artisti italiani del Novecento si sono cimentati con la natura morta, ma è soprattutto nella prima metà del secolo che questo soggetto si può considerare una cartina di tornasole dell’innovazione dei linguaggi e delle poetiche. Più che un genere da perpetuare con consuetudine paziente, è stato un campo di sperimentazione, in cui l’oggetto si è posto ora come veicolo di espressione lirica, ora come tema di ricerca formale. L’impronta originale degli artisti si scorge anche nella “messa in posa” degli oggetti, il più delle volte umili e quotidiani, che, nella loro composizione, a volte diventano motivi metaforici a volte nascondono riferimenti autobiografici.
Il percorso espositivo abbraccia la prima metà del Novecento e focalizza l’attenzione sugli esemplari meno noti -se non addirittura ignorati-, e in generale su quelli che hanno riscosso minore fortuna critica, anche se di qualità comunque alta. Per questo motivo, sono escluse dalla mostra le opere che il pubblico incontra nell’attuale percorso museale o che sono state esposte spesso in passato.
Non mancano comunque i protagonisti del genere, da De Chirico a Manzù, e ad altri ancora come Morandi, De Pisis, Pirandello, presenti con lavori meno conosciuti.
Al fine di permettere uno studio articolato della vicenda delle singole opere, al pubblico viene fornita una postazione interattiva che, attraverso diverse piste di ricerca, consente di visualizzare tutte le opere, anche non esposte, dedicate al tema della natura morta nelle collezioni della GNAM, di ottenere informazioni dettagliate su ciascuna e di accedere anche alle notizie biografiche sugli autori.

Riferimenti

Il fascino discreto dell’oggetto
19 febbraio – 2 giugno 2013
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Allegati