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Il ritorno di Batoni a Lucca

Pompeo Batoni, Allegoria delle Arti (particolare), Frankfurt, Städel Museum

Lo scorso 6 dicembre ha aperto al pubblico la mostra Pompeo Batoni 1708 – 1787. L’Europa delle Corti e il Grand Tour: Nelle sale di Palazzo Ducale a Lucca sono esposti, fino al 3 maggio 2009, 80 dipinti, 15 disegni e alcune significative testimonianze di arti decorative che ripercorrono in modo completo ed esaustivo le vicende di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea del Settecento, nel terzo centenario della sua nascita. Un percorso espositivo unico sia per il numero e la preziosità dei pezzi presentati che per la scelta di esporre alcune opere inedite o restaurate per l’occasione.
L’iniziativa è promossa dal Comitato Nazionale per il III Centenario della Nascita di Pompeo Batoni, dalla Fondazione Raggianti, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e da altre istituzioni cittadine quali la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio e la Fondazione Banca del Monte di Lucca ed è organizzata da Civita. La cura è affidata ad un prestigioso Comitato Scientifico, presieduto da Edgar Peters Bowron, composto da alcuni dei maggiori esperti del settore, quali Hugh Honour, Fernando Mazzocca (Università di Milano), Liliana Barroero (Università di Roma Tre), Peter Björn Kerber (The J.Paul Getty Museum), Carlo Sisi, Enrico Colle (Università di Bologna) e coordinato da Maria Teresa Filieri, Direttore dei Musei Nazionali di Lucca e della Fondazione Raggianti.
La città toscana rende così omaggio al suo illustre concittadino, che in questa terra si è formato per poi affermarsi a livello internazionale, a Roma e soprattutto in Inghilterra dove è stato uno dei pittori più ricercati dall’aristocrazia britannica.
E proprio il mondo anglosassone ha dedicato quest’anno al pittore due mostre, prima al Museum of Fine Arts di Houston, quindi alla National Gallery di Londra. Ora Lucca corona questo itinerario internazionale, promuovendo la realizzazione della rassegna conclusiva, la più completa, non solo per il numero delle opere ma anche per la presenza, accanto ai ritratti e ai soggetti profani, dei dipinti di grande formato e delle spettacolari pale d’altare.