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In mostra a Firenze la Nuova Frontiera dei nativi d’America

Joseph Henry Sharp (Bridgeport, 1785 - Pasadena1862), Crucita, ragazza indiana di Taos con antico vestito nuziale della tribù Hopi e fiori secchi, 1926 – 1928 olio su tela, 141 x 120 cm, Tulsa, Gilcrease Museum

Nel quinto centenario della morte, a Siviglia, di Amerigo Vespucci, nato a Firenze il 18 marzo del 1454, ha aperto al pubblico, lo scorso 3 luglio, la mostra La Nuova Frontiera. Storia e cultura dei Nativi d’America dalle collezioni del Gilcrease Museum ospitata nelle sale di Andito degli Angiolini e Galleria del Costume di Palazzo Pitti di Firenze. Si tratta di una grande mostra sugli usi e costumi degli abitanti di quel continente sterminato, l’America, ed in particolare di quelle terre del nord, in cui i coloni bianchi penetrarono a partire dal Seicento, nella loro avanzata verso il West, protrattasi per tutto l’Ottocento.
L’esposizione, a cura di Hermann J. Viola e Robert B. Pickering, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, il Gilcrease Museum di Tulsa, (Oklahoma), Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. A Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group sono state affidate realizzazione dell’allestimento, produzione, gestione e comunicazione della mostra.
Nel presentare testimonianze di quella cultura fino dai tempi che precedono l’avvento ‘dell’uomo bianco’ si coglie l’occasione per ricordare il grande navigatore fiorentino che fu uno degli scopritori di quel continente, ma soprattutto che gli conferì il nome, visto che in realtà egli si rivolse ad un’area geografica più a sud di quella abitata dai cosiddetti indiani d’America.
Ma non solo ad Amerigo Vespucci bensì ai primi, veri ‘Americani’ è dedicata la mostra che si propone di rendere loro giustizia illustrandone la storia e la cultura, uscendo dal ristretto settore degli studi specialistici di antropologia culturale per raggiungere il grande pubblico italiano ed europeo, grazie alla curatela assegnata dai colleghi americani a Herman J. Viola, riconosciuto studioso dell’argomento ed esperto della Smithsonian Institution di Washington.
Per l’attuazione di questo ambizioso progetto, la Soprintendenza si è rivolta al Gilcrease Museum di Tulsa, in Oklahoma, uno dei musei più importanti per la storia del continente nord-americano e il più grande al mondo per le collezioni di arte e artigianato relative alla storia del West americano, che vi sono conservate. L’esposizione, la prima in Europa per quantità e qualità di opere presentate, contribuirà a sfatare una visione degli ‘Indiani’, oggi ormai obsoleta, ma perpetuata dalla filmografia americana degli esordi, che li dipingeva come coloro che si erano opposti all’avanzata della civiltà e del progresso. Attraverso vedute di territori sconfinati in fotografie e dipinti, oggetti di uso comune e quotidiano, armi, abiti e suppellettili, sarà possibile, per il visitatore, penetrare nella vita di tutti i giorni di quei popoli, gli uomini e i guerrieri, fuori a caccia del bufalo e con le loro famiglie negli accampamenti o nei villaggi, a contatto con una natura fatta assurgere a prima ispiratrice della loro religiosità.
La mostra è suddivisa in due sezioni: una più storica nell’Andito degli Angiolini, l’altra a carattere più antropologico alla Galleria del Costume. Ad accogliere il visitatore nell’Andito degli Angiolini è un nucleo di ritratti ad olio e fotografici di solenni capi e membri di varie tribù.
Alla Galleria del Costume si troverà esposta una vasta selezione di manufatti delle varie Nazioni indigene: oggetti d’uso e cerimoniali, i famosi “caschi piumati”, ovvero copricapi di penne da cerimonia e da battaglia, vasellami, armi, gioielli di varie forme e materiali, splendidi abiti in pelle animale con vivaci decori realizzati il più delle volte con perline di vetro dai colori brillanti, e altri capi d’abbigliamento maschile e femminile.
A seguire dipinti della seconda metà dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, opera di artisti americani di formazione europea che celebrano la bellezza dei paesaggi dell’America incontaminata con imponenti montagne, le vaste foreste e la presenza di quei popoli primitivi che continuavano uno stile di vita che andava scomparendo a causa dell’inevitabile avanzare verso ovest delle nascenti città e della loro industrializzazione.
La mostra consentirà finalmente al grande pubblico di apprezzare testimonianze di civiltà di grande livello come quelle dei nativi d’America, sovente in passato oggetto o solo degli studi degli Antropologi culturali o relegate al mondo fantastico della filmografia americana, tesa soprattutto ad illustrare ed esaltare l’avanzata verso l’Ovest dei coloni.

Riferimenti

La Nuova Frontiera. Storia e cultura dei Nativi d’America dalle collezioni del Gilcrease Museum
3 luglio – 9 dicembre 2012
Firenze, Andito degli Angiolini e Galleria del Costume di Palazzo Pitti