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L’Italia chiamò. Gli Uffizi celebrano l’Unità d’Italia

Dal 12 novembre la Galleria degli Uffizi sarà sede, nell’Aula di San Pier Scheraggio, della mostra L’Italia chiamò, che celebrando i 150 anni dell’Unità d’Italia ha occasione di illustrare come venissero proposti ed elaborati dagli artisti dell’epoca i grandi temi morali e patriottici e le figure storiche illustri che ne erano state e ne erano gli emblemi.
La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attivi Culturali, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Artistico, Storico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze con la Galleria degli Uffizi e curata da Carlo Sisi con Giovanna Giusti e Antonio Natali. A Opera Civita Group è affidata la cura dell’allestimento.
La mostra propone sostanzialmente tre temi suggeriti dal luogo espositivo stesso, San Pier Scheraggio, e dalle collezioni della Galleria.
Il primo tema riguarda la celebrazione degli illustri della patria.
Con il patrocinio del granduca Leopoldo II e grazie alla sottoscrizione promossa dal tipografo-editore Vincenzo Batelli fu avviato, sin dal 1835, il progetto di decorare le nicchie del loggiato degli Uffizi con ventotto statue di illustri toscani; impresa che sarà portata a compimento nel 1856, quando il montante scontento nei confronti del paternalismo granducale maturerà, a Firenze, la ‘rivoluzione’ del ’59. Radicato nella temperie culturale e civica del Romanticismo, quel santuario delle eccellenze toscane non piacque, nel Quarantotto, a chi si aspettava dall’arte figurativa più radicali coinvolgimenti popolari, ma fu comunque capace di suggerire pensieri e immaginazioni d’amor patrio al milieu dei moderati, cui allora facevano riferimento Niccolò Puccini e i frequentatori del ‘pantheon laico’ di Scornio.
Il secondo tema riguarda le evocazioni risorgimentali nel Novecento, con le battaglie di Corrado Cagli e Renato Guttuso.
Esiti significativi di un genere che negli anni postunitari avrebbe aperto la strada alla rappresentazione dei fatti contemporanei, la Battaglia di San Martino di Corrado Cagli (1936) e la Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (1951-52) di Renato Guttuso si fronteggiano in uno degli spazi di San Pier Scheraggio dimostrando la vitale meditazione di due protagonisti dell’arte moderna su fatti cruciali del nostro Risorgimento. Due sensibilità a confronto, indirizzata la prima a distribuire nella grande composizione la memoria dei maestri quattrocenteschi, secondo la poetica dei ‘ritorni’ perseguita dall’arte fra le due guerre; impegnata la seconda a coniugare il deciso risalto dei gesti e dei caratteri, peculiare dello stile del Realismo, con il messaggio politico che i tempi e le ideologie richiedevano.
La visione dei due dipinti è accompagnata in mostra da una selezione di scene di battaglia tratte da celebri film di soggetto risorgimentale che, raccolti in due video di particolare suggestione, hanno la funzione di completare un percorso stilistico e concettuale con il quale la Galleria degli Uffizi partecipa alle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia.
Il terzo ed ultimo tema riguarda il rinnovamento della pittura di genere storico.
Il concorso Ricasoli fu un’importante occasione per incoraggiare il rinnovamento della pittura di genere storico che si applicava per la prima volta a soggetti contemporanei: nella sezione dedicata ai “quadri di battaglie”, che prevedeva il ricordo delle quattro giornate di Curtatone, Magenta, Palestro e San Martino, si distinguerà, fra gli altri, il giovane Fattori con Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta, opera monumentale che includeva tuttavia le innovative sperimentazioni cromatiche dei macchiaioli.

Riferimenti

L’Italia chiamò
12 novembre 2011 – 15 gennaio 2012
Firenze, Galleria degli Uffizi, Aula di San Pier Scheraggio