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La grande fotografia italiana in mostra a Palermo

La camera dello sguardo per osservare e catturare la realtà; un punto di osservazione “dall’alto” per ritrarre il mondo dalla giusta distanza. Un “movimento da fermo” che percorre e segna come un misterioso filo rosso le diverse esperienze della grande fotografia italiana.
La camera dello sguardo – Fotografi italiani è il titolo della mostra fotografica promossa dalla Provincia regionale di Palermo, organizzata da Civita Sicilia da un progetto di Incontri internazionali d’Arte e curata da Achille Bonito Oliva.
La mostra, che si è inaugurata a Palermo a Palazzo S. Elia lo scorso 19 dicembre e che sarà visitabile gratuitamente fino al 21 marzo 2010, è curata da Achille Bonito Oliva.
In mostra quindi la grande fotografia italiana in 98 opere firmate da 29 Maestri, da Giacomelli a Berengo Gardin, da Scianna a Toscani. Un lungo viaggio per immagini, dagli anni ’50 ad oggi, un excursus di luoghi, facce, epoche, illuminazioni, pensieri e solitudini che, nella sua complessità e totalità, declina lo stile della fotografia italiana e delinea una virtuosa comunione tra fotografia e arte riconosciuta a livello internazionale.
Tanti i temi, i soggetti, le storie scelti per le varie inquadrature, ma uno soltanto il denominatore che lega le immagini esposte: “La fotografia italiana – scrive Bonito Oliva nel testo critico in catalogo – […] introduce nell’ambito dell’immagine la torsione tipica dell’anamorfosi, che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico. Si mette nella posizione del duello: il fotografo, di fronte al dato, non lascia scattare il dito sulla macchina precipitosamente, bensì promuove una serie di relazioni e rispecchiamenti, [….] La fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte”.
Bonito Oliva definisce “pathos della distanza” la “consapevolezza di una presenza, di un diaframma costituito dal linguaggio figurativo che permette di denominare le cose ma non di possederle”. Da qui, dalla posizione volutamente ‘aliena’ del fotografo, trae origine il titolo della mostra, il riferimento forse a prima vista enigmatico a quello spazio blindato e asettico che è l’occhio del fotografo, camera dello sguardo, appunto, strumento preciso per accedere alla conoscenza, il rovescio della medaglia, secondo Bonito Oliva, della “perdita”.

Riferimenti

La Camera dello sguardo
dal 19 dicembre 2009 al 21 marzo 2010
Palermo, Palazzo S.Elia
via Maqueda, 81