Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

La prima volta di Baccio Bandinelli, "universale artefice", al Bargello

Al Museo Nazionale del Bargello Baccio Bandinelli. Scultore e maestro (1493 – 1560), prima mostra monografica dedicata allo scultore fiorentino "universale artefice” secondo Vasari (che pure non gli fu amico), “terribile di lingua e d’ingegno” e primo fondatore, a Roma, di un’ “Accademia” per giovani artisti.
La mostra, a cura di Detlef Heikamp e Beatrice Paolozzi Strozzi, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo Nazionale del Bargello, Firenze Musei, gli Amici del Bargello e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Produzione, gestione, realizzazione dell’allestimento e comunicazione sono affidate a Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group.
L’esposizione intende restituire al Bandinelli la sua posizione di spicco nel panorama della scultura italiana della Maniera e ristabilire la verità su un artista condannato all’ostracismo dalla critica. I suoi committenti principali furono i papi di casa Medici, Leone X e Clemente VII, e il duca Cosimo I: nessun dubbio è possibile sul livello che allora si richiedeva ad un artista per ambire a simili incarichi, che videro Bandinelli primeggiare e assicurarsi le imprese artistiche più impegnative e più rappresentative.
La parte iniziale della mostra è ambientata nella Sala di Michelangelo e le opere lì esposte permanentemente offrono spunti di riflessione, attraverso il confronto diretto con l’antologia bandinelliana che vi è temporaneamente raccolta. Il Bacco, il Tondo Pitti e il Bruto di Michelangelo fanno da premessa non solo all’arte del Bandinelli ma alla sua vita, dominata dall’aspirazione a superare i vertici espressivi e la fama raggiunti dal Buonarroti.
Il percorso inizia con i suoi esordi d’ enfant prodige nella bottega del padre Michelangelo di Viviano, orafo e fiduciario di casa Medici. Giovanissimo, conferma le sue doti superando nel disegno coetanei di gran talento come Rosso, Pontormo, Jacopo Sansovino come dimostrano i tanti straordinari disegni esposti.
La scelta del giovane si orienta alla scultura, cui già Leonardo l’aveva incoraggiato. Che il suggerimento fosse giusto lo dimostra il Mercurio del Louvre, ma Baccio vuole “far grande” e così è a Roma, ai capolavori dell’arte antica e a Michelangelo che egli lancia la sua sfida con i Giganti di Villa Madama, la copia del colossale Laocoonte antico (oggi agli Uffizi), le Tombe papali in Santa Maria Sopra Minerva, altri grandi progetti incompiuti; poi, l’ Ercole e Caco, da affiancare al David michelangiolesco sul fronte di Palazzo Vecchio: la commissione più ambita, che riesce a strappare al Buonarroti.
Alla metà del secolo, Bandinelli si aggiudica le più importanti commissioni fiorentine, ovvero gli arredi scultorei della Sala dell’Udienza in Palazzo Vecchio e del Coro della Cattedrale per cui immaginò un insieme grandioso e rivoluzionario: in mostra, accanto all’ Adamo e Eva, che – scandalosamente nudi – testimoniavano dietro all’altar maggiore la purezza primigenia dell’uomo, una serie di rilievi di Profeti.
Il percorso si conclude con la ricostruzione della “stanza” di Palazzo Vecchio e qui il Bacco di Bandinelli torna a confrontarsi col David-Apollo di Michelangelo, col Bacco di Jacopo Sansovino e col Ganimede di Cellini.
Grazie all’Opera di Santa Croce, i visitatori della mostra potranno accedere gratuitamente alla Cripta dei Caduti in cui si conserva la Pietà, tra i capolavori di Baccio Bandinelli.

Riferimenti

Baccio Bandinelli. Scultore e maestro (1493 – 1560)
9 aprile – 13 luglio 2014
Museo Nazionale del Bargello, Firenze