Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

La raccolta di Mario De Ciccio al Museo di Capodimonte

Si è inaugurata a Napoli, lo scorso 18 giugno, l’esposizione permanente La raccolta di Mario De Ciccio al Museo di Capodimonte. L’arte da collezionare, allestita nella sale del Museo di Capodimonte.
La realizzazione del progetto della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, si è resa possibile per il diretto coinvolgimento della Regione Campania - Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013 che si aggiunge ai fondi già stanziati in precedenza dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’organizzazione dell’evento è stata affidata a Civita.
Del vasto e raffinato mondo delle arti applicate, il Museo di Capodimonte conserva una splendida testimonianza, di assoluta rilevanza, nella collezione di Mario De Ciccio, donata nel 1958. Appassionato collezionista e conoscitore d’arte, antiquario, raffinato esponente di una cultura di élite di matrice ancora tardo-ottocentesca, De Ciccio giunse a Napoli da Palermo, sua città d’origine, nel 1906, portando con sé un primo, cospicuo numero di manufatti siciliani sei e settecenteschi (argenti ed oreficerie, tessuti e paramenti sacri, rare maioliche) che poi costituiranno il nucleo principale della sua raccolta, ulteriormente ampliata ed accresciuta nella nuova patria di adozione.
Qui, dove egli certamente conobbe e frequentò le più importanti collezioni private di arti applicate ancora presenti in città, alcune delle quali – come quella celeberrima di Gaetano Filangieri o quella del duca di Martina - proprio in quel giro di anni rese pubbliche o musealizzate, De Ciccio confermò e rafforzò il suo interesse per le cosiddette “arti minori” acquistando, accanto a qualche dipinto, soprattutto alcuni preziosi manufatti medioevali e del Rinascimento e oggetti barocchi e rococò.
La ricca collezione di oggetti d’arte via via acquistati per sé, e non per la vendita, e sistemati nella abitazione, diventata una sorta di “casa-museo” di sapore neo-rinascimentale, fu molto apprezzata e conosciuta negli ambienti colti della città e all’estero.
Conseguenza ultima e quasi naturale delle scelte di mecenatismo perseguite dal collezionista durante l’arco della sua lunga vita doveva essere dunque nel 1958, ad un anno dalla prematura scomparsa del figlio Francesco Paolo e, la donazione della sua cospicua raccolta al Museo di Capodimonte, appena aperto al pubblico dall’allora Soprintendente Bruno Molajoli
L’allestimento realizzato per l’occasione, rispondendo a criteri più aggiornati di conservazione ed esposizione di materiali così diversi, coniuga il ricordo della sistemazione storica voluta da De Ciccio e Molajoli, mantenuta nella prima sala, con una nuova e moderna presentazione museografica che consentirà di apprezzare al meglio la straordinaria raccolta del collezionista siciliano.

Riferimenti

La raccolta di Mario De Ciccio al Museo di Capodimonte. L’arte da collezionare
dal 18 giugno 2010
Napoli, Museo di Capodimonte
via Miano 2 - 80131 Napoli