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Le opere di Carlo Saraceni in mostra nella sua Venezia

La prima grande mostra antologica del pittore seicentesco Carlo Saraceni giunge alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in una rinnovata edizione, in continuità con la recente esposizione romana. Carlo Saraceni. Un Veneziano tra Roma e l’Europa è un’esposizione fortemente voluta dalla Soprintendente al Polo Museale di Venezia, Giovanna Damiani, per far conoscere un artista fino ad ora quasi ignorato nella sua città d’origine e promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Ideata da Rossella Vodret e curata da Maria Giulia Aurigemma, la mostra è allestita nelle sale delle Gallerie dell’Accademia secondo percorsi e scelte espositive curate da Roberta Battaglia, al fine di sottolineare in particolare i legami del pittore con Venezia, dove nacque nel 1579 e poi morì nel 1620. La comunicazione è affidata a Civita Tre Venezie.
Saraceni fu uno dei più precoci e importanti interpreti di Caravaggio, unico artista veneziano del suo tempo che si accosta nei primi del Seicento alla visione artistica profondamente rinnovata in senso naturalistico di Caravaggio, assimilandola in modo graduale e del tutto originale.
La mostra comprende una sessantina di opere, tra cui non mancano le principali commissionate al pittore da alcune tra le più influenti famiglie romane, come il Riposo dalla Fuga in Egitto dell’Eremo dei camaldolesi, eseguito per la famiglia Aldobrandini che aveva portato al soglio pontificio (dal 1592 al1605) un suo esponente Clemente VIII, e i dipinti eseguiti per alcune delle più importanti congregazioni ecclesiastiche straniere, come quella iberica di Sant’Adriano in Vaccino e quella tedesca di Santa Maria dell’Anima per la quale dipinse due autentici capolavori presenti in mostra.
Tra le opere “veneziane”, il Transito della Vergine, dipinto per la chiesa di Santa Maria della Scala in sostituzione della celebre Morte della Vergine di Caravaggio, rifiutata perché giudicata priva di “decoro”, segna probabilmente il primo punto di contatto con il linguaggio caravaggesco. Segue di poco, infatti, la prima testimonianza documentaria del rapporto diretto tra Saraceni e Caravaggio, risalente al novembre del 1606, quando nelle aule di un tribunale Carlo Saraceni e Orazio Borgianni, accusati di essere i mandanti dell’attentato a Giuseppe Baglione, vengono detti “aderenti al Caravaggio”. Le repliche tratte da questa composizione, esposte in mostra, aprono sulle modalità di lavoro del pittore che attraverso di esse diffonde e promuove, quasi sistematicamente, le sue invenzioni e il suo stile sul mercato collezionistico.
Lungo il periodo di apertura della mostr è previsto un ciclo di conferenze, organizzato e curato da Roberta Battaglia, che saranno volte ad approfondire alcuni aspetti dell’opera di Saraceni in rapporto con la cultura a lui contemporanea con l’apporto di studiosi specialisti dell’argomento a livello internazionale.

Per ulteriori informazioni:http://www.gallerieaccademia.org

Riferimenti

Carlo Saraceni. Un Veneziano tra Roma e l’Europa
22 marzo – 29 giugno
Venezia, Gallerie dell’Accademia