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Mettiamo la Cultura nello Sviluppo

Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo Economico, è intervenuto ieri mattina, al Cda dell'Associazione Civita, composto dai rappresentanti di circa 100 imprese associate.
Al centro dell’incontro tra il Ministro e l’associazione di imprese da più di venti anni impegnata a costituire un ponte pubblico-privato per la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale, il rapporto Impresa & Cultura.
In un contesto politico, economico e sociale complesso anche a livello internazionale, siamo in molti a condividere la convinzione che la Cultura non vada trascurata nelle nuove politiche per l'innovazione e lo sviluppo imprenditoriale e produttivo. Dal Governo non deve mancare il sostegno a tutte quelle imprese che decidono di investire in cultura, facendone l’oggetto delle proprie attività produttive, o contribuendo in modo significativo alla sua tutela e valorizzazione.
Da dati recenti emerge, infatti, che il settore delle industria è in grado di incidere in maniera significativa sull’economia e sull’occupazione dei paesi europei, in termini del 2,6% sul PIL dell’Unione Europea, per circa 5 milioni di posti di lavoro, e per un fatturato complessivo di oltre 560 miliardi di euro; mentre l’investimento dei privati in cultura si aggira intorno ai 3 miliardi di euro all’anno.
Si tratta, allora, di mettere in campo idee e progetti che incentivino e promuovano questo rapporto, istituendo o ripristinando quanto prima finanziamenti finalizzati ad attivare e sostenere le industrie “creative”. L’auspicio, in questo senso, è che si riprendano rapidamente in mano le linee strategiche tratteggiate per i beni culturali con il programma “Industria 2015”; e che anche le indicazioni contenute nel QCS, che individuano nella filiera culturale un asse portante dello sviluppo, vengano applicate concretamente nei programmi regionali proprio in quelle aree del Paese che possono trovare nel binomio turismo-cultura un elemento di crescita.
D’altra parte, occorre una facilitazione dei rapporti pubblico-privato negli interventi a favore della cultura, nei termini di procedure e norme fiscali, oggi complesse e poco premianti. Spesso non si tratta solo di una questione di “risparmio”, bensì di individuare alcune forme di semplificazione e regolamentazione di norme già esistenti, tali da permettere al privato di sentirsi inserito in un contesto più disponibile anche ad accogliere le proprie esigenze e priorità.
Questo, in estrema sintesi, il cuore degli interventi del Presidente dell'Associazione Civita Antonio Maccanico, e il suo Vice Presidente, Bernabò Bocca, e delle imprese associate che, alla presenza del Presidente Onorario Gianni Letta, hanno illustrato le attività messe in campo da Civita in questo contesto.

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