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Norma e Capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della “maniera moderna”

In occasione dell’edizione 2013 del programma espositivo Firenze - Un Anno ad Arte, la Galleria degli Uffizi ospita dal 5 marzo la mostra dal titolo “ Norma e Capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della “maniera moderna”, dedicata ai rapporti artistici fra Firenze e la Spagna nel primo ventennio del Cinquecento.
La mostra, realizzata con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
A Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group sono state affidate la Produzione e la gestione della mostra.
L’evento espositivo, ispirato dalle parole di Michelangelo Buonarroti riportate nei Dialoghi romani di Francisco de Hollanda, è in assoluto il primo dedicato all’attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l’inizio del Cinquecento e gli anni Venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale sviluppatosi fra Firenze, Roma e Napoli. Nel numero di queste presenze, spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell’arte moderna, si contano personalità provenienti da diversi centri della penisola iberica, come il castigliano Alonso Berruguete, Pedro Manchuca, nativo di Toledo, Pedro Fernández Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe - tutte figure di pittori e scultori capaci di imporsi come veri e propri protagonisti del manierismo europeo, anche grazie al loro apprendistato nelle più importanti città dello Stivale.
La mostra si articola in otto sale che intendono esemplare i cataloghi di questi artisti con una scelta ragionata di prestigiose creazioni eseguite durante le loro residenze nel nostro paese o immediatamente dopo il rientro in patria: nelle prime quattro sale si indaga il percorso italiano di Alonso Berruguete – il più autorevole scultore al servizio di Carlo V nonché uno fra i primi artisti iberici a scegliere la strada di un viaggio “di formazione”-; nella quinta, insieme alle tavole di Pedro Machuca - prestate dal Museo del Prado e dalla Galleria Borghese- viene esposto l’articolato percorso di Pedro Fernández, artista attivo nella penisola italiana fra il Lazio e la Campania, formatosi a Milano. A seguire vengono esposte le produzioni scultoree di Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe per terminare, nell’ultima sezione della mostra, con le opere realizzate da questi stessi artisti al rientro in patria, fra Valladolid, Granada e Toledo, quando, in occasione dell’elezione al trono di Carlo d’Asburgo nel 1516, la Corona spagnola favorì un rinnovato e più generoso mecenatismo artistico.
Il percorso espositivo è stato definito, secondo le parole di Cristina Acidini, come “una scelta eccellente, a conferma dell’incessante azione di studio documentario e di sistemazione critica intorno alle opere di artisti presenti in Galleria, che trova momenti alti di visibilità e di valorizzazione nelle mostre temporanee”.

Riferimenti

Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della ‘maniera moderna'
5 marzo – 26 maggio 2013
Galleria degli Uffizi, Firenze