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Omaggio al geniale ed eclettico Mondino

Aldo Mondino, "Calpestar le uova!", 2003, mosaico, cm. 110x150

A tre anni dalla scomparsa, Alessandria e Casale Monferrato, dal 31 ottobre al 30 novembre 2008, rendono omaggio a Aldo Mondino con una grande mostra articolata nelle tre sedi di Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica a Alessandria a cui si aggiunge il Sala Mostre della Comunità Ebraica a Casale Monferrato.
Aldo Mondino (Torino, 1938-2005) è uno dei più significativi protagonisti della scena artistica italiana in grado di ripercorrere, con grande indipendenza ed autorità, le esperienze estetiche dall’inizio degli anni Sessanta sino a oggi, imponendo una matrice linguistica del tutto originale che non è ancora stata sufficientemente indagata.
Promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, l’esposizione, col patrocinio della Regione Piemonte, curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la Comunità ebraica di Casale Monferrato, documenterà, attraverso 100 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, alcune inedite, l’itinerario artistico tanto vario quanto articolato dell’artista all’interno di una ricerca non priva d’ironia e provocazione che si è sempre sviluppata con problematicità affrontando in più occasioni il significato stesso dell’opera d’arte.
Come afferma Paolo Filippi, presidente della Società Palazzo del Monferrato, “L’omaggio doveroso e indubbiamente sentito, commosso e al contempo entusiasta, che oggi la Società Palazzo del Monferrato rende a un eccezionale rappresentante dell’arte contemporanea, a cui le nostre colline hanno avuto la fortuna di fare da culla per l’età matura, vuole essere una riflessione sul linguaggio artistico nella sua totalità”.
Così, Gianfranco Pittatore, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dichiara che “con questa mostra la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria rende omaggio a questo artista, cittadino del mondo che, con la sua capacità di grande catalizzatore, ha per molti anni trasformato il Monferrato in un crocevia di cultura e di incontri, di altissimo livello e di taglio internazionale”.
Nelle parole del curatore, “La rassegna consente di riflettere su un artista eclettico e geniale che ha saputo modificare profondamente i codici dell’estetica e della creazione. Ogni opera mette in discussione i dogmi dell’arte e delle stesse avanguardie da cui Mondino è partito. Aldo è indubbiamente una figura imprescindibile per comprendere le vicende attuali, tra i pochi ad aver affrontato il linguaggio nella sua totalità”.
La mostra, che ha il suo nucleo centrale a Palazzo del Monferrato, prende avvio da una serie di irriverenti omaggi a Felice Casorati. È proprio ispirandosi a una delle tematiche più ricorrenti della pittura del maestro torinese che è scaturito il titolo della mostra, Calpestar le uova!, scritta che compare su un mosaico realizzato da Mondino nel 2003 ed esposto ad Alessandria. Casorati, infatti, ha rappresentato per Mondino il bersaglio ideale per esprimere la sua visione antiaccademica dell’arte sin dal 1964 quando, a soli 26 anni ha proposto, nella galleria torinese di Gian Enzo Sperone, alcune tele a quadretti con l’immagine di un’opera celebre del maestro.
Accanto alle composizioni più sperimentali in linea con le ricerche dell’arte povera, non manca l’opportunità di approfondire gli aspetti forse più popolari della ricerca di Mondino, ovvero quelli relativi all’Oriente in base ad un’ampia ricerca iniziata all’inizio degli anni Ottanta. In questa circostanza, insieme ai celebri Dervisci, viene presentata, per la prima volta al pubblico, “Festa araba”, di quasi sei metri di lunghezza, finora custodita nella sua abitazione nel Monferrato.
L’esposizione, poi, prende in esame la ritrattistica e gli omaggi agli artisti come Tano Festa, Franco Angeli e Jim Dine. Non manca nemmeno Alighiero Boetti, suo amico d’infanzia, anche lui amante dell’Oriente. Accanto ai ritratti maschili, una serie di ritratti femminili mai esposti prima in una mostra pubblica che vanno da Karen Blixen a Virginia Woolf, da Frida Kahlo a Gertrude Stein.
In mostra viene proposta anche la passione per la Tauromachia (spesso Mondino si ritraeva da torero) nata all’inizio degli anni Novanta che va in parallelo con l’indagine sull’Oriente.
Una sintesi del suo cammino è poi espressa da un ampio corpus di disegni, in gran parte inediti, che ripercorrono la sua intensa attività dalle prime esperienze in ambito concettuale sino agli ultimi anni.
Nei suggestivi ambienti settecenteschi di Palazzo Cuttica si ha l’opportunità di riflettere in maniera approfondita su Mondino scultore, un altro aspetto fondamentale della sua poliedrica ricerca. Come afferma l’artista stesso, la specificità delle sue sculture nasce da una distorsione della percezione visiva: “Il pensiero di realizzare lavori tridimensionali accompagna il mio percorso da sempre. I soggetti sono frutto di quella dimensione “miope”, di quella “distanza” che mi fa vedere da lontano un oggetto che da vicino sembra un altro”.
La parte più intima e privata dell’antologica è ospitata nel Sala Mostre della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, luogo cui Mondino era particolarmente legato. Anzi, era solito dire che una delle ragioni per le quali abitava nel Monferrato era proprio la vicinanza della splendida sinagoga. Qui viene presentata una serie di opere di argomento ebraico dove la religione è affrontata con la consueta ironia, filtrata da un’attenzione specifica nei confronti delle tradizioni.
La mostra si avvale per la promozione della collaborazione di Civita ed è accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana editoriale.

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