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Palermo, circa 100 opere di Antonino Leto in mostra alla Galleria d’Arte Moderna

Il 13 ottobre ha aperto al pubblico a Palermo Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri, ospitata nelle sale della Galleria d’Arte Moderna.
Curata da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca, Antonella Purpura e Gioacchino Barbera, la mostra è promossa dal Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura, dalla Galleria d’Arte Moderna E. Restivo, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. L’organizzazione è affidata a Civita.
A oltre dieci anni dalla memorabile rassegna dedicata a Francesco Lojacono che ha rappresentato una svolta decisiva per la valorizzazione della pittura dell’Ottocento in Sicilia, con la mostra dedicata a Leto si intende restituire la statura europea che compete anche a questo altro grande protagonista della pittura in Sicilia. Appartenenti alla stessa generazione, i due pittori hanno avuto una vicenda analoga, entrambi affermatisi come interpreti di una straordinaria visione mediterranea del paesaggio, declinato in uno stile che si è confrontato, dai Macchiaioli agli Impressionisti, con i grandi movimenti moderni europei.
L’esposizione è la grande occasione per riconsiderare Leto, nel suo articolato percorso artistico che lo ha visto formarsi innanzitutto a Napoli, attratto dalla pittura di Giuseppe De Nittis e dalle proposte della "Scuola di Resina". Dopo i soggiorni a Roma e a Firenze, il suo trasferimento a Parigi è decisivo per l’affermazione sul mercato internazionale: di questo periodo rimane la suggestione dei bellissimi dipinti con scene di vita parigina, espressioni accattivanti dei nuovi gusti della clientela borghese. 
Uno dei momenti fondamentali e più appassionanti della mostra, anche dal punto di vista storico, è la ricostruzione dell’eccezionale rapporto tra Leto e la famiglia Florio, che sono stati i suoi maggiori mecenati. Questo consentirà di vedere in una nuova e speciale prospettiva la mitica epoca della Palermo Liberty o modernista e riflettere sulla complessità – attraverso opportuni confronti - di capolavori come La mattanza a Favignana.
Una particolare attenzione è riservata anche alla consacrazione nazionale del pittore attraverso gli acquisti da parte della casa reale e dello stato.
Viene, inoltre, ricostruita una parte della produzione presentata alle Biennali di Venezia, in particolare quelle del 1910 e del 1924 che lo consacravano definitivamente a livello internazionale e lo inserivano nel circuito del collezionismo più prestigioso. La sua fama in questo ambito è legata soprattutto a paesaggi con vedute di Capri, dove amò ritirarsi definitivamente a partire dal 1890 con una scelta artistica e di vita condivisa con altri protagonisti della pittura moderna tra Otto e Novecento.  Leto ha saputo rendere, con uno stile davvero personale, l’atmosfera e la luce uniche di quell’isola incantata che, in quegli anni di transizione del secolo, anche attraverso la pittura, stava entrando nell’immaginario universale.