Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Palladio, 500 anni dopo

Andrea Palladio, interno del Teatro Olimpico, Vicenza

Un Palladio "moderno" come non si è mai visto, che cambia il volto di Vicenza e il modo di vivere nelle campagne del Veneto e le quinte del Bacino di San Marco a Venezia. Capire la portata innovativa del suo messaggio, e l'attualità della sua convinzione che l'architettura possa cambiare in meglio il mondo in cui viviamo. Queste sono solo alcune delle opportunità che vengono offerte ai visitatori della grande mostra Palladio 500 anni, inaugurata il 20 settembre a Vicenza nella prestigiosa sede di Palazzo Barbaran da Porto, una fra le tante note opere dell’architetto vicentino, dove rimarrà fino al 6 gennaio 2009, data dopo la quale la mostra sarà allestita a Londra e negli Stati Uniti d'America.
L’evento espositivo costituisce il fulcro delle celebrazioni dedicate al famoso architetto veneto, nell’ambito di “Andrea Palladio 500”, manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Comitato Nazionale per il V Centenario della nascita di Andrea Palladio (1508 – 2008) e dalla Regione del Veneto – Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La mostra, promossa dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, dalla Royal Academy of Arts e dal Royal Institute of British Architects, e curata da Guido Beltramini e Howard Burns con la collaborazione di Charles Hind e MaryAnne Stevens, è la storia di una vita straordinaria e il tentativo di raccontare un mistero: come è stato possibile che il figlio di un mugnaio sia diventato il più famoso architetto degli ultimi cinque secoli?
Il racconto è fatto attraverso "fotogrammi" unici, ritrovati in oltre ottanta musei e biblioteche di tutta Europa in cinque anni di ricerche da parte di una equipe internazionale di studiosi provenienti dall'Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Stati Uniti d'America.
Innanzitutto, 78 disegni autografi di Palladio, molti dei quali ritornano in Italia dopo la vendita da parte di Vincenzo Scamozzi all'architetto inglese Inigo Jones nel 1614. Per consentire al pubblico di non addetti ai lavori di comprendere e apprezzare la portata spesso rivoluzionaria di questi disegni, gli esperti hanno curato la realizzazione di oltre trenta modelli tridimensionali che chiariscono lo sviluppo spaziale dei disegni tracciati nei fogli di carta.
Oltre 40 dipinti consentono di guardare in faccia gli amici di Palladio, ritratti da grandi pittori come Veronese, Tiziano o Tintoretto, ma anche i suoi nemici. Splendide vedute di Canaletto e Zuccarelli mostrano gli edifici del maestro vicentino realizzati per i palladianisti inglesi del Settecento, una vera e propria "mostra palladiana" concepita duecento anni fa. Sculture e bronzetti presentano per la prima volta il lavoro di artisti come Vincenzo Grandi e Valerio Belli fondamentali per la formazione del giovane architetto veneto.
Ne emerge un Palladio inedito, ben diverso dalle consuete letture classiciste in bianco e nero: un Palladio immaginifico inventore di forme nuove, che crea creative soluzioni per superare le difficoltà imposte dal sito. Un Palladio che, soprattutto negli anni della maturità, vuole emozionare con i propri edifici, usando il colore, gli ordini colossali, le viste scenografiche.
I servizi sono a cura di Civita tre Venezie.
Il catalogo è edito da Marsilio.

Gallery