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Paul Klee e l’Italia: oltre 100 opere in mostra alla GNAM

Ancora pochi giorni per visitare la mostra Paul Klee e l’Italia, ospitata nelle sale della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, che analizza l’influenza della cultura e dei paesaggi del nostro paese sul lavoro di Klee, rapportandosi alle varie fasi della sua biografia artistica dagli inizi al periodo Bauhaus e agli ultimi anni solitari a Berna.
L’evento vede una straordinaria collaborazione di Electa e Civita, che da anni lavorano nella qualità di concessionarie dei servizi della Galleria nell’organizzazione delle mostre, con Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE. Le quattro aziende hanno deciso di sostenere l’esposizione dedicata all’artista svizzero curandone l’organizzazione e la comunicazione: l’alta qualità del progetto espositivo e la prestigiosa sede della Galleria sono stati elementi fondamentali nella scelta di lavorare fianco a fianco nella realizzazione di un progetto così importante.
Attraverso un articolato percorso che si articola in quattro sezioni e che conta circa cento opere, sia di Klee sia di altri artisti stranieri ed italiani (Kandinsky, Moholy Nagy, Max Bill, Albers, Licini, Soldati, Perilli, Novelli ecc.), la mostra, curata da Tulliola Sparagni e Mariastella Margozzi, intende approfondire lo studio dei molti viaggi compiuti dall’artista in Italia, sottolineando la grande influenza che essi hanno avuto sulla sua opera.
Paul Klee viene in Italia sei volte, a cominciare dal lungo viaggio di studio tra l’ottobre 1901 e il maggio 1902, nello spirito del classico Grand Tour di formazione, con Goethe e Burckhard come guide spirituali e numi tutelari.
Nei quattro decenni di attività artistica Klee ha così sviluppato quattro approcci differenti all’Italia. C’è la fase di studio dell’arte classica nei primi anni del Novecento, c’è il confronto con il Futurismo negli anni Dieci, ci sono le vacanze durante gli anni Venti, quando il ruolo di insegnante al Bauhaus gli consente dei regolari viaggi all’estero, c’è infine la ricreazione nostalgica di quel Sud mediterraneo, che la sclerodermia insorta nel 1935 gli impedirà di raggiungere ancora una volta.
Quattro sono i punti che riassumono l’Italia nella visione di Klee: natura, architettura, classicità e musica, ossia le fonti della sua arte, le basi tanto dei processi creativi quanto degli sviluppi propriamente tematici della sua opera. Tuttavia, per Klee l’Italia rappresentava soprattutto la visione della classicità.
Non meno interessante del percorso che presenta la visione dell’Italia nell’opera di Klee è il percorso inverso, quello della ricezione di Klee in Italia. Conosciuto soprattutto attraverso le Biennali veneziane, che hanno esposto capolavori della sua produzione, Klee è sicuramente tra gli artisti più amati del mondo tedesco e numerose, significative testimonianze di questo interesse hanno contraddistinto la cultura italiana del Novecento: artisti come Melotti, Licini, critici come Argan, Ponente, Dorfles hanno, infatti, contribuito in modo determinante a far conoscere Klee in Italia.

Clicca quiper visualizzare il video PAUL KLEE. Io sono un astratto con qualche ricordo, una lezione a cura di Fabiana Mendia.

Riferimenti

Paul Klee e l’ Italia
9 ottobre 2012 - 27 gennaio 2013
Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti, 131