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"Pintoricchio": un progetto espositivo vincente

Berbardino di Betto detto Pintoricchio, "Annunciazione" (particolare), Spello, Cappella Baglioni in Santa Maria Maggiore

Un totale di 202.289 visitatori con una media di 1.000 accessi al giorno: sono questi i numeri raggiunti in sette mesi (da febbraio ad agosto per un totale di 149 giorni di apertura, divenuti con la proroga 203, esclusi i lunedì di chiusura) dalle mostre di Perugia e Spello dedicate a Bernardino di Betto, detto Pintoricchio, promosse e organizzate in Umbria dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Regione Umbria, la Provincia e il Comune di Perugia, il Comune di Spello, la Diocesi di Foligno, la Camera di Commercio di Perugia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
I dati, divulgati con un comunicato stampa il 5 settembre a Perugia durante la conferenza stampa locale, dimostrano un rimarchevole successo della mostra Pintoricchio, principalmente dovuto alla particolare qualità scientifica dell’articolato progetto espositivo, oltre che ovviamente all’eccezionale disponibilità dei prestatori, proprietari di opere di straordinario interesse, e al forte fascino dell’artista, uno dei protagonisti più significativi del Rinascimento italiano.
Con le mostre di Perugia (123.789 visitatori) e di Spello (78.500 visitatori), che sono risultate ripetutamente, per settimane, tra le cinque esposizioni più visitate in Italia, l’Umbria con il suo patrimonio culturale, si è nuovamente proposta all’attenzione del pubblico e della critica nazionale e internazionale. Stando ai commenti suscitati dall’iniziativa il successo non è stato solo quantitativo, ma soprattutto qualitativo.
A quello perenne della Cappella Baglioni, la cosiddetta “Cappella Bella”, si è unito a Spello l’interesse per la mostra sulle arti minori, che ha offerto una temporanea e rara possibilità di raffronto immediato tra gli oggetti di uso comune del Quattrocento e il ricco corredo di particolari che caratterizza i dipinti del Pintoricchio.
Numerose anche le ricadute positive indirette: ad esempio un incremento positivo del 20% circa, rispetto all’anno precedente, dei visitatori della Galleria Nazionale dell’Umbria. In un periodo nel quale, statisticamente, le presenze nei musei risultano in progressivo calo, una controtendenza virtuosa ma isolata è rappresentata dai Musei Vaticani e quest’anno è condivisa dall’Umbria, grazie anche, certamente, allo straordinario afflusso di turisti, scolaresche e appassionati d’arte, richiamati dalle celebrazioni e dagli eventi pintoricchieschi. Circa 45.000 persone sono giunte in Umbria con gruppi organizzati, oltre 13.000 sono stati gli studenti delle scuole che hanno visitato le mostre, i restanti 144.000 circa - quasi i tre quarti del totale - sono stati visitatori individuali. Dalle prime stime risulta che solo il 23% circa dei visitatori risiede in Umbria, mentre il 77% circa (equivalente a 155.000 persone) sono giunti da altre regioni, dall’Europa o dall’estero. 52.402 - oltre un quarto - sono i visitatori che hanno utilizzato il servizio di prenotazione.

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