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Raffaello aderisce alla Settimana della Cultura

Raffaello, Busto di angelo

In occasione della XI Settimana della Cultura, dal 18 al 26 aprile 2009, la Galleria Nazionale delle Marche sarà accessibile gratuitamente e la mostra dedicata a Raffaello, allestita nella Sala del Trono e nell’appartamento della Duchessa in Palazzo ducale, offre a tutti i visitatori l’ingresso ridotto di € 7.00, anziché € 9.00.
La mostra sta riscuotendo un enorme successo, come dimostrano le 30.000 prenotazioni già acquisite telefonicamente e via internet. I primi 12 giorni di apertura hanno già visto la presenza di oltre 18.000 visitatori e il Lunedì di Pasqua è stata raggiunta la cifra record di 3.663 visitatori.
Più del 40% dei visitatori ha scelto il biglietto integrato (Mostra + Galleria) portando, negli stessi giorni, a più di 15.000 gli ingressi in Galleria, con una crescita notevole rispetto alle tradizionali affluenze.
Sono i numeri di un’entusiastica risposta del pubblico che conferma lo straordinario consenso della critica, già espresso “a piene pagine” dai quotidiani, dai più autorevoli periodici di arte e cultura e dalle più importanti testate giornalistiche radiotelevisive.
La mostra restituisce la formazione giovanile di Raffaello alla sua vera culla, che non è la bottega di Perugino come racconta il Vasari, ma l’insegnamento del padre Giovanni Santi e l’ambiente artistico e culturale della corte urbinate, in quegli anni una delle signorie rinascimentali più importanti e raffinate, capace di rivaleggiare con la stessa Firenze. A Urbino Raffaello compie giovanissimo tutto il suo apprendistato, conducendo la prestigiosa bottega ereditata dal padre e firmando le sue opere come “Magister” fin dall’età di 17 anni.
Questa riscoperta del giovane Raffaello, suffragata da inedite e sistematiche ricerche d’archivio, appare oggi evidente attraversando la Sala del Trono e l’Appartamento della Duchessa dove sono esposte le opere di Giovanni Santi, Timoteo Viti, Luca Signorelli e poi, in splendida successione, 20 tavole e altrettanti disegni di Raffaello, tutti appartenenti ai suoi anni giovanili, provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni al mondo come il Prado, il Louvre, le National Gallery di Londra e Washington, il Getty Museum di Los Angeles, ma anche i musei di Lisbona, Berlino, Monaco, Francoforte, Vienna, Budapest e poi gli Uffizi, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca di Brera, il Poldi Pezzoli, il Museo di Capodimonte. Capolavori che per qualche mese ritornano là dove sono stati concepiti e si ricongiungono alle opere rimaste nel territorio che sono inserite nello stesso percorso espositivo, realizzato a cura di Lorenza Mochi Onori.
Un percorso che prosegue idealmente nella città ducale, nella provincia di Pesaro e Urbino e nel territorio marchigiano, a partire dalla stessa Galleria Nazionale, dalla Casa natale di Raffaello e dalla Cappella Tiranni nella Chiesa di San Domenico a Cagli, dove si può ammirare il restaurato affresco di Giovanni Santi che può essere considerato il suo capolavoro e il suo lascito artistico al figlio undicenne, probabilmente ritratto in uno degli angeli che affiancano la Madonna in trono.
Curata da Lorenza Mochi Onori, Soprintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche, la mostra si avvale di un prestigioso Comitato scientifico internazionale ed è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino, dal Comune di Urbino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. L’organizzazione è affidata a Gebart in collaborazione con Civita. Il catalogo è edito da Electa.