Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Roma, Labirinti del cuore

Ultimi giorni per visitare a Roma la mostra “Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma”, curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, fra i massimi specialisti di pittura veneta fra l’età rinascimentale e barocca, con la collaborazione di un prestigioso comitato scientifico composto da Lina Bolzoni, Miguel Falomir, Silvia Gazzola, Augusto Gentili e Ottavia Niccoli. La mostra è promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, con la collaborazione di Civita Mostre.
La mostra è allestita in due sedi, a Palazzo Venezia e a Castel Sant’Angelo. Durante la sua apertura al pubblico è istituito un biglietto unico (valido per 3 giorni), che consente un ingresso a Palazzo Venezia e uno a Castel Sant’Angelo con la visita delle due sezioni della mostra.
Il percorso espositivo comprende complessivamente 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti, oltre a numerosi altri oggetti, stampe e disegni.
L’esposizione è costruita intorno ad un capolavoro di Giorgione, i due amici, un doppio ritratto ormai da tempo considerato da gran parte della critica come uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco, ma ancora poco noto rispetto alla sua straordinaria rilevanza, come punto di svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento. Rispetto ai precedenti, non solo veneti, si contraddistingue infatti per un’inedita sintesi di elementi che ne fanno l’archetipo di una nuova idea del ritratto, che intende sottolineare lo stato d’animo e l’espressione dei sentimenti d’amore.
Nel caso specifico il giovane in primo piano, elegantemente vestito e dall’aria trasognata, appare imprigionato in un sentimento che lo induce alla sofferenza e all’estasi, provocate dalla malinconia, mentre il personaggio in secondo piano compare in quanto amico compartecipe degli affetti dell’altro, ma anche in contrasto, non essendo stato colpito dalla freccia di Cupido.
L’opera appare strettamente legata ad un particolare clima culturale, che a Venezia era segnato da un rinnovato interesse per la poetica del Petrarca e da un incessante interrogarsi sulla natura dell’amore sia sul piano filosofico e letterario che nelle arti pittoriche e musicali. Giorgione, da pittore e musicista quale era, ci offre una finestra su un contesto culturale ben preciso: quello della gioventù patrizia lagunare nel momento “edonistico” di massima espansione politica, alla vigilia del radicale ridimensionamento a cui sarà costretta la Serenissima. 
Un mondo ormai diverso da quello del vecchio Giovanni Bellini e dei cenacoli umanistici della Scuola di Rialto, ma espressione di una generazione nuova, perennemente in bilico tra l’approfondimento dei valori universali e individuali, di un circolo di artisti a disposizione di committenti dediti alla contemplazione non tanto del proprio ruolo sociale ma in primis di valori culturali che riconoscevano come identitari.  
Il doppio ritratto di Giorgione è conservato nelle collezioni di Palazzo Venezia, ma è attestato a Roma fin dall’inizio del Seicento, a testimonianza dei fili storici che legano la figura di Giorgione a Roma, nel quadro di una rete, ben più ampia, dei rapporti intercorsi tra Venezia e la Città eterna, che ebbero il loro palcoscenico privilegiato proprio nel Palazzo di Venezia, come si dovrebbe più propriamente definire quella che era la prima dimora romana di un accertato collezionista, e con ogni probabilità anche committente, del pittore di Castelfranco: ossia il cardinale Domenico Grimani,  con papa Paolo II Barbo  uno dei personaggi chiave dei rapporti politici, diplomatici e culturali tra i due stati tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento.
Ed è proprio nell’Appartamento Barbo che si sviluppa la prima sezione della mostra, dedicata a quelle vicende storiche e alla straordinaria novità dei due amici di Giorgione nelle vicende artistiche del primo ‘500.
La mostra prosegue a Castel Sant’Angelo, negli Appartamenti papali, dove è allestita la seconda sezione, con altre opere provenienti da importanti musei del mondo, di grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio. Opere che conducono il visitatore in quel labirinto esistenziale che ogni uomo porta in sé e che si riflette anche nell’esperienza amorosa, tra innamoramento e approdo matrimoniale, tra abbandono e nostalgia.  Il potere della parola – scritta o cantata – produce un primo livello di comunicazione, cui segue quello affidato ai simboli e alla metafora. Poi non mancano le immagini che descrivono i momenti della seduzione e dell’abbraccio, cui seguono la definizione del rapporto nella pienezza dello status matrimoniale – in cui la persona perde in parte la sua individualità per identificarsi nel gruppo familiare, ma anche con le sue contraddizioni (si pensi alle drammatiche vicende di Francesco I de Medici e Bianca Cappello) - e la sua permanenza anche in assenza, come attestano due esempi di vedovi che decisero di farsi raffigurare abbracciando il ritratto del coniuge, scomparso o lontano, e il ritratto che Carlo V chiese a Tiziano per avere sempre lì, con sé, come viva, la defunta Isabella.
Info e prenotazioni
+39 06 32810410
(dal lunedì al venerdì ore 9 -18 e il sabato ore 9 - 13)
www.mostragiorgione.it

 

Labirinti del cuore è visitabile con un biglietto unico (valido per 3 giorni), che consente un ingresso a Palazzo Venezia e uno a Castel Sant’Angelo con la visita delle due sezioni della mostra.
Una audioguida compresa nel biglietto di ingresso è disponibile per tutti i visitatori a Palazzo Venezia, mentre a Castel Sant’Angelo i contenuti della mostra sono fruibili attraverso la nuova app scaricabile gratuitamente.
Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese.

Riferimenti

Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma
Roma, 24 giugno – 17 settembre 2017
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia - Piazza Venezia
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo - Lungotevere Castello, 50