Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Roma, il furor artistico di Sante Monachesi in 100 opere

Si è inaugurata lo scorso 21 settembre la mostra Sante Monachesi (1910-1991)allestita al Museo della Fondazione Roma e che ripercorre, attraverso una selezione di circa 100 opere tra dipinti e sculture, il variegato percorso creativo di Sante Monachesi, mettendo in evidenza i momenti più originali e soprattutto l’attenzione dell’artista marchigiano rivolta all’uso in chiave artistica di materiali frutto delle nuove tecnologie industriali.
La mostra è promossa dalla Fondazione Roma, cui si deve l’impulso alla realizzazione dell’evento a celebrazione del centenario della nascita dell’artista, grazie all’iniziativa del suo Presidente, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, è curata dal Prof. Stefano Papetti con la collaborazione dell’Archivio Sante Monachesi ed organizzata da Civita.
Ciò che accomuna le creazioni dell’artista marchigiano, nel suo spaziare dalla pittura alla scultura, dalla letteratura al cinema, è la coerenza interna alle sue opere: l’espressione libera da condizionamenti, di autonomia artistica, di desiderio sperimentale, persino di anticonformismo, che tutto accomuna nel suo divagante procedere creativo; una sorta di furor che caratterizza anche altri artisti che dalla piccola patria marchigiana si sono affacciati alla grande ribalta internazionale, scoprendosi desiderosi di sperimentare soluzioni nuove, talvolta senza nemmeno chiedersi se ciò fosse coerente con quanto realizzato in precedenza.
Il percorso espositivo si apre e si chiude con le sculture ideate da Monachesi, instancabile promotore di nuovi movimenti artistici, proprio per mettere in rilievo il suo importante ruolo anche nell’ambito dell’arte plastica e prende avvio con gli “Allumini a luce mobile” che rivelano l’attenzione dell’artista verso l’interazione fra forma, materiale e luce che con la sua mobilità concorre a determinare i rilievi delle opere.
In particolare, l’esposizione si conclude con le sculture realizzate negli anni Sessanta e Settanta, consentendo così di apprezzare la modernità della riflessione estetica di Monachesi che mostra di voler sfruttare per finalità artistiche i nuovi materiali plastici di produzione industriale: la sperimentazione di Monachesi si focalizza sulla scoperta della gommapiuma i cui grandi fogli divengono la materia prima per la creazione di opere plastiche, le Evelpiume, nate dalla semplice azione del “legare e sciogliere” che l’artista suggeriva di praticare anche a quanti visitavano le sue mostre.
Contemporaneamente l’artista marchigiano è fra i primi a comprendere le potenzialità espressive legate all’uso del metacrilato con il quale modella ampie forme plastiche caratterizzate da colori intensi - gialli accesi, rossi squillanti, azzurri profondi - che contraddistinguono anche la sua pittura: il materiale trasparente attraversato dalla luce si smaterializza e la scultura acquista una leggerezza che ne contraddice la stessa essenza plastica.

Riferimenti

Sante Monachesi (1910-1991)
21 settembre – 24 ottobre 2010
Roma, Fondazione Roma Museo
Via del Corso 320