Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Roma, presentazione del volume "La finanza locale nel mercato globale"

Presentazione del volume "La finanza locale nel mercato globale"(foto Fulvio Fugalli)

Giovedì 7 luglio alle ore 18.30 (Sala Imperatori – Roma, Piazza Venezia 11), l’Associazione SM Gianfranco Imperatori Onlus ha presentato il volume La finanza locale nel mercato globale. Lo sviluppo del territorio in tempo di crisi: una sfida per l’Italia, di Gianfranco Imperatori e Edoardo Reviglio, prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, premessa di Antonio Maccanico.
Ne hanno discusso Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro e Politiche Sociali, Giuliano Amato Presidente Istituto Enciclopedia Italiana Treccani, Franco Bassanini Presidente Cassa DDPP, Giovanni Gorno Tempini, Amministratore Delegato Cassa DDPP, Franco Masera Advisor KPMG e Luisa Todini Presidente Federazione Imprese Europee di Costruzione. Ha moderato il dibattito Oscar Giannino.
Nei prossimi anni, oltre l'85% degli investimenti pubblici del Paese saranno delegati a Regioni e a Enti locali, con un ulteriore espansione della quota sul totale già abbondantemente cresciuta rispetto al passato a seguito alle competenze trasferite con la modifica del titolo V della Costituzione. E' quindi dal territorio che, nel prossimo futuro, dipenderà una larga parte dello sviluppo del nostro Paese. Per finanziare questa mole di investimenti sarà necessario - attese le difficoltà dei bilanci pubblici - utilizzare al meglio strumenti finanziari innovativi ed avviare il riordino del patrimonio pubblico. Tutto ciò andrà fatto con una visione di lungo periodo, nella consapevolezza che l'avvenire del Paese dipenderà in misura crescente dalla capacità di assicurare un'alta qualità della vita, a sua volta, funzione del rispetto dell'ambiente, del paesaggio e di sentimenti "forti" verso il patrimonio storico e culturale. Il "federalismo demaniale" e il riordino del patrimonio pubblico - e in generale una maggiore attenzione alla finanza patrimoniale - configureranno una opportunità economica, ma rappresenteranno anche una grande responsabilità sociale ed etica verso le generazioni presenti e quelle a venire. Il riordino andrà quindi realizzato nella consapevolezza dell'importanza che questo processo avrà nella longue durée della nostra comunità.
Parlare di innovazione finanziaria nelle alee della crisi finanziaria che stiamo vivendo desta preoccupazione: sul fronte del debito in questi ultimi dieci-quindici anni se ne è fatto ampio uso. La trasformazione è cominciata con il recepimento della Direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi finanziari all'inizio degli anni novanta. Da allora banche italiane e banche d'affari straniere hanno conquistato oltre due terzi del mercato del debito locale italiano (precedentemente monopolio quasi esclusivo della Cassa Depositi e Prestiti). Quale bilancio possiamo fare di questa stagione? Vi sono luci e ombre. Quello che è ora necessario fare è di trarre insegnamenti da quell'esperienza dell'innovazione finanziaria sul debito, per non ripetere gli stessi errori quando si cercherà di ricorrere all'innovazione finanziaria per finanziare gli investimenti e per valorizzare il patrimonio. Per fare ciò ci vorrà prudenza, programmazione e lungimiranza. Sarà necessario creare un centro di programmazione e di consulenza pubblico (forse nella stessa Cassa depositi e prestiti), per evitare gli errori fatti sul fronte del debito. Bisognerà, tuttavia, non illudersi che i costi delle opere e dei servizi possano interamente essere coperti dai privati, perché i privati potranno partecipare, sempre e comunque in una logica di profitto, come è normale che sia, e solo per una quota parte. Le opere pubbliche costano, alcune rendono, ma raramente abbastanza per ripagare se stesse. La loro realizzazione deve passare anche dalla fiscalità generale e dal debito. I beni del patrimonio pubblico potranno sostituire i fondi pubblici necessari, ma solo parzialmente e non per sempre. Va considerato che rappresentano solo una parte (il 5-10% o poco di più) dei beni disponibili, e che in molti casi il loro recupero potrà comportare un costo e non un guadagno.
Il messaggio che gli Autori vogliono dare è un messaggio di prudenza e di invito alla buona gestione, ma anche una raccomandazione ad innovare nelle tecniche e nella impostazione di fondo con l’auspicio che lo Stato, all’atto di mettere tutto ciò nelle mani delle amministrazioni locali, resti vigile e non rinunci ad un ruolo di programmazione e di controllo del processo.
Il merito maggiore di questo volume progettato da Gianfranco Imperatori, sviluppato ed integrato da Edoardo Reviglio, è quello di dare, attraverso l’analisi scrupolosa e approfondita della finanza locale nel mercato globale, e cioè attraverso un’ottica particolare, una visione di grande e chiara sintesi di quelli che saranno, i trends dominanti negli anni 2000 sul piano sociale, politico e istituzionale e che investiranno i problemi di sviluppo del nostro futuro.
Come affermava Gianfranco Imperatori: “Il federalismo recupererà i concetti di responsabilità, autonomia e semplificazione, valori decisivi per un paese che voglia realizzare il nuovo modello di sviluppo imposto dalla globalizzazione, ma al tempo stesso potrà esaltare la forte dicotomia tra regioni ricche e regioni povere e tra i diversi settori economici e di investimento. Di qui entusiasmi, ma anche motivi di dubbio e preoccupazioni.
Nessuno si illuda di partecipare alla nuova stagione dello sviluppo conservando le tradizionali divisioni; sarà essenziale per i protagonisti del territorio individuare le strategie di una crescita, che per essere reale e concreta, spinga in avanti tutto il Paese. Sarà essenziale individuare con lungimiranza gli ambiti sui quali intervenire con investimenti, politiche ed iniziative coraggiose” (marzo 2009).

Gallery

Allegati