Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Sansepolcro, Piero incontra un artista chiamato Banksy

Dal 20 giugno a Sansepolcro è possibile visitare Affreschi urbani. Piero incontra un artista chiamato Banksy, la mostra ospitata dal Museo Civico di Sansepolcro e curata da Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, voluta e sostenuta dal Comune di Sansepolcro, promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, in collaborazione con Civita. 
La mostra riapre, dopo l’emergenza covid19, gli spazi espositivi del Museo Civico cittadino. Un luogo che, sin dalla sua fondazione, celebra Piero della Francesca, genio indiscusso del Rinascimento italiano, di cui il museo conserva opere di indiscutibile valore.
Originario di Bristol, nato intorno al 1974, identità nascosta fin da subito, inquadrato nei confini generici della street art, Banksy rappresenta il più grande artista globale del nuovo millennio, esemplare caso di enorme popolarità per un autore vivente dai tempi di Andy Warhol. Banksy incarna la miglior evoluzione della Pop Art originaria, il primo ad aver connesso le radici del pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo digitale. A parlare, al posto di colui che nessuno ha mai visto e di cui nessuno conosce il volto, sono le sue opere. Immagini e forme di inaudita potenza etica, evocativa e tematica.
In mostra a Sansepolcro una selezione di oltre venti serigrafie, quelle che Banksy considera tracce fondamentali per diffondere i suoi messaggi etici. Le opere riprodotte hanno avuto genealogie e percorsi eterogenei, diventando talvolta veri e propri “affreschi urbani”, spesso rimossi rubati o consumati dal tempo. Tra queste troviamo l’iconica Girl with Balloon, serigrafia su carta del 2004-05, votata nel 2017, in un sondaggio promosso da Samsung, come l’opera più amata dai britannici; e poi Love is in the Air, un lavoro su carta che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme, sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi nell’area della West Bank, raffigurante un giovane che lancia un mazzo di fiori, messaggio potente a un passo dai lanciatori di pietre del palcoscenico più caldo del Mediterraneo; e ancora Virgin Mary, serigrafia su carta del 2003 che, secondo alcuni, rappresenta una dura critica di Banksy al ruolo della Religione nella Storia, con tutti i suoi rimandi all’iconografia del Rinascimento, reinterpretata secondo la tecnica del “détournement” che ne mette in crisi il significato classico.
Riguardo ai legami tra Piero e Banksy, scrivono nel catalogo i curatori Antonelli e Marziani: “L’immagine ieratica del Cristo emana un solido sentimento civico, ricreando il peso iconico della guida per un futuro morale. Il Cristo di Piero è un leader di spirito e azione che indica percorsi e stigmatizza errori, offrendo alla città un modello inclusivo e partecipativo, basato su alchimie di pietas e pathos. (…) le ossessioni morali di Banksy somigliano alle visioni ideali di Piero della Francesca, al suo sogno di una polis che comunichi valori elevati attraverso muri narrativi e metafore ad alto impatto figurativo.” 
A completamento del percorso espositivo, il pubblico avrà a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista e ampie schede analitiche su tutte le opere.
La mostra è esito di un progetto scientifico, analitico e critico indipendente. L’artista conosciuto come Banksy non è coinvolto nel progetto espositivo, pur essendone stato informato.

Riferimenti

Affreschi urbani. Piero incontra un artista chiamato Banksy
Sansepolcro, 20 giugno 2020 - 10 gennaio 2021
Museo Civico