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Venezia e la Biennale, un rapporto centenario

Il rapporto tra Venezia e la Biennale è una lunga storia ricca di avvenimenti artistici, polemiche culturali, mutamenti politici e perfino scandali clamorosi. A partire dalla fondazione, nel 1895, del maggior istituto culturale italiano, passando per il “rumoroso” arrivo nel 1910 dei Futuristi a Venezia, l’opaco periodo tra le due guerre, la clamorosa riapertura nel 1948, l’esplosione della Pop Art americana nel 1964, la contestazione del 1968, il rinnovo statutario del 1973, fino agli eventi dei nostri giorni. A questo tema è dedicata una mostra ospitata al Palazzo della Ragione di Verona, dopo una prima edizione di successo alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Il Comune di Verona, la Fondazione di Venezia, La Fondazione Cariverona e la Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea hanno voluto realizzare questa rassegna, curata da Enzo Di Martino ed organizzata da Ingegneria per la Cultura - Gruppo Civita, nella città scaligera per rafforzare la collaborazione tra le Fondazioni che operano nel Veneto e per sottolineare l’importanza del Novecento e della contemporaneità in una regione così ricca di testimonianze artistiche del passato. Il percorso espositivo comprende una cinquantina di dipinti - tra i quali spiccano opere di Boccioni, i Ciardi, De Pisis, Depero, Vedova - ed una trentina di vetri di Murano, acquisiti nello storico padiglione Venezia, di maestri vetrai leggendari e di prestigiosi artisti e designers quali Tapio Wirkkala, Carlo Scarpa e Paolo Venini. La rassegna è inoltre introdotta da una selezione di riproduzioni fotografiche dei maggiori protagonisti dell’arte del XX secolo, spesso ritratti al lavoro durante l’allestimento del loro spazio espositivo alla Biennale, scelte dall’archivio del fotografo Graziano Arici e dall’archivio De Maria della Fondazione di Venezia.