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Pierfrancesco Pingitore e le 'Confessioni spudorate' di una donna dal fascismo al Covid

09 Ottobre 2021

Categoria: cultura

Roma, 9 ott. (Adnkronos) - "Protagonista del libro è una donna, di nome Elena, che scrive in prima persona e racconta la sua vita ripercorrendola, ora che è una novantenne, nei suoi tratti salienti: da quando era una 'piccola italiana' al tempo del fascismo e proseguendo nelle varie tappe con la fine della guerra, il boom economico, la contestazione del Sessantotto, il terrorismo, la ripresa di fine secolo, arrivando fino a oggi, alla sua vaccinazione contro il Covid. E' la vicenda di una donna italiana inserita nella Storia d'Italia". E' quanto anticipa Pierfrancesco Pingitore all'AdnKronos illustrando il suo romanzo 'Confessioni spudorate' edito da Bertoni, che sarà in uscita a fine ottobre."Ma se nel titolo parlo di 'confessioni' e per di più 'spudorate' - spiega l'autore - è perché le vicende nazionali si intersecano con quelle private della donna e lei racconta apertamente i suoi amori e i suoi tradimenti, le sue emozioni e le sue delusioni". Una donna esistente o comunque esistita, oppure solo frutto di fantasia? "E' un personaggio di fantasia ma costruito su fatti reali - risponde Pingitore - In qualche modo, parafrasando il 'Madame Bovary c'est moi' di Gustave Flaubert, senza voler passare per un presuntuoso, si potrebbe dire che 'questa Elena sono io'...".Perché una donna e non un uomo? "Nella mia vita professionale ho avuto modo di conoscere e di frequentare tantissime donne - premette - Ebbene: questo universo femminile mi ha fornito la materia per poter descrivere una donna al tempo stesso di fantasia e di vita reale. La sua caratteristica è che ha sempre vissuto ogni fase con grande intensità e partecipazione: per questo non ha rimpianti".Ma Pingitore rimpiange i fasti e i personaggi del suo 'Bagaglino'? "Nessuna nostalgia, perché è un sentimento negativo che ti inchioda - mette la mani davanti - Però possiamo dire che rimpiango un po' quelli che a torto abbiamo sempre dileggiato come 'professionisti della politica' arrivando a preferire i dilettanti della politica. Ma un professionista, in linea generale e tralasciando errori e colpe e comportamenti personali, è sempre meglio di un dilettante", è la 'confessione spudorata' finale di Pierfrancesco Pingitore.(di Enzo Bonaiuto)