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1909 TRA COLLEZIONISMO E TUTELA

08 Novembre 2009

1909 TRA COLLEZIONISMO E TUTELA
John Pierpont Morgan, Alexandre Imbert e la ceramica medievale orvietana
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria e Palazzo Baldeschi al Corso
8 novembre 2009 – 10 gennaio 2010

Cento anni fa, nel 1909, l’antiquario Alexandre Imbert (nato a Napoli nel 1865 e morto a Buenos Aires nel 1943) dava alle stampe, a Roma, presso Forzani e C., tipografi del Senato, col titolo Ceramiche orvietane dei secoli XIII e XIV. Note su Documenti, una ricerca commissionata al giovane archeologo orvietano Pericle Perali, dedicando il volume, oggi annoverato fra gli “incunaboli” degli studi sulla maiolica italiana, al magnate americano John Pierpont Morgan.

Nello stesso anno, il 20 giugno, dopo un articolato dibattito e un complesso iter legislativo, veniva promulgata la legge n. 364 “Per le antichità e belle arti”, la prima legge di tutela con l’obiettivo di definire il patrimonio storico, archeologico e artistico quale bene inalienabile, in quanto non replicabile, della Nazione.

I due eventi, legati non solo cronologicamente dalla ricorrenza centenaria, sono alla base di un’ esposizione che, presentando oggetti d’arte, fotografie d’epoca, libri e documenti originali, intende richiamare il fervore e le tendenze del gusto per l’arte italiana del Medioevo e del Rinascimento, proprie del mercato antiquario internazionale in quel primo Novecento in cui nelle aule del Parlamento, nei circoli intellettuali e nelle sedi universitarie, più forte si animava il dibattito circa la necessità di una legge nazionale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Le vicende storiche legate alla genesi di Ceramiche orvietane, al mercato d’antiquariato internazionale, alla circolazione di oggetti d’arte e di falsi, sono intimamente legate all’ iter accidentato delle prime leggi di tutela di cui il giovane Stato Italiano si stava dotando, tese a contrastare quella pericolosa deriva, affermando la supremazia dell’interesse pubblico nella salvaguardia del patrimonio storico e artistico e istituendo un ente centrale per la tutela e la gestione dello stesso.

Ceramiche orvietane e Legge 364 del 20 giugno 1909 sono le due facce di una stessa medaglia e la riflessione sull’una non può prescindere dall’altra.

Curata da Lucio Riccetti e supportata da un qualificato Comitato scientifico internazionale, la mostra è promossa da un esteso Comitato di enti promotori e in particolare dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e il Paesaggio dell’Umbria con il sostegno della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.

La mostra è visitabile con il biglietto di ingresso alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

Nella sede espositiva di Palazzo Baldeschi al Corso, a poche decine di metri dalla Galleria, si può ammirare oltre la mostra, la splendida collezione di Ceramiche Rinascimentali della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.