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IX Rapporto Civita: CITYMORPHOSIS Politiche culturali per città che cambiano

24 Febbraio 2012

IX RAPPORTO CIVITA CITYMORPHOSIS
Politiche culturali per città che cambiano

Sindaci a confronto: Gianni Alemanno, Vincenzo De Luca, Matteo Renzi.
Il ruolo della Cultura nella trasformazione delle città

Presentazione venerdì 24 febbraio 2012 ore 10.00
Auditorium MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Terzo incontro Gianfranco Imperatori, un banchiere prestato alla cultura

Venerdì 24 febbraio 2012 alle ore 10,00 presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI Secolo, l’ Associazione Civita presenta il suo nono Rapporto, dal titolo CITYMORPHOSIS Politiche culturali per città che cambiano, alla presenza di Gianni Letta e Bernabò Bocca, rispettivamente Presidente Onorario e Vice Presidente dell’Associazione Civita. Curato da Marco Cammelli, Professore di Diritto amministrativo presso l’Università di Bologna e Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, e Pietro A. Valentino, Docente di Economia Urbana presso l’Università di Roma “La Sapienza” ed edito da Giunti Editore, il volume prende in esame il rapporto tra città e Cultura, un tema strategico per la definizione di politiche innovative per uscire dalla crisi del mondo Occidentale.

Le grandi trasformazioni seguite all’affermarsi della globalizzazione e dell’economia della conoscenza richiedono un ripensamento nel modo di concepire e guidare le città, reali centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale. Una definizione delle politiche culturali, appare oggi quanto mai centrale nelle linee di governo più innovative che un’amministrazione, sia a livello centrale che comunale, voglia mettere in atto.

È quanto sostiene il Rapporto Civita - realizzato grazie al contributo di AXA Art e Fondazione di Venezia – che, attraverso il contributo di esperti e al confronto con analoghe realtà europee, raccoglie alcune riflessioni strategiche per comprendere le principali condizioni e dinamiche da porre alla base di politiche culturali di successo, capaci di produrre effetti concreti in termini di benessere, integrazione e crescita per il tessuto sociale ed economico locale.

La ricerca condotta dal Centro Studi “G. Imperatori” dell’Associazione Civita è partita da quattro possibili macro-aree di sviluppo per le politiche culturali urbane: la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, le mostre, i festival e il sistema dell’arte contemporanea, aree che rappresentano l’elemento centrale dell’industria culturale e, di conseguenza, dell’industria creativa, che si interseca fortemente con i settori direttamente produttivi.

La Città produce Cultura, e la Cultura diviene, così, un elemento-chiave, per lo sviluppo della città perché crea identità e rendite di posizione che la proteggono dalla competitività.

Questa – come afferma il Vice Presidente Bocca – è la vera occasione per permettere alla Cultura di dimostrare, nel concreto il proprio potenziale. Basta pensare al turismo culturale che, nel nostro Paese, ha retto all’impatto della crisi economica mondiale meglio degli altri compatti produttivi grazie alle forme di integrazione con ambiti complementari delle politiche urbane da un lato e, dall’altro, grazie all’offerta di iniziative a livello locale nonché alla straordinaria grandezza del nostro patrimonio artistico-culturale”.

A livello europeo, città come Londra, Parigi ed in particolare Berlino – nuovo punto di riferimento dell’industria culturale europea - rappresentano, in termini di attività politiche, risultati raggiunti, infrastrutture ecc., un traguardo difficilmente raggiungibile nell’immediato. Per accorciare tali distanze, le nostre città dovranno mettere in atto politiche culturali efficaci che tengano conto di alcuni elementi suggeriti dal Rapporto:

- Definire sistemi di governance e relativi strumenti attuativi fortemente connessi con l’eredità politica delle città e del loro territorio. Grazie ad un adeguato piano strategico-culturale, le città (come nel caso di Bilbao, Barcellona e Lione) sono in grado di creare sinergie ed elementi di complementarietà indispensabili per il loro sviluppo.

- Pensare alle politiche culturali come parte integrante di una strategia complessiva in grado di creare reti urbane materiali e immateriali grazie ad una forte coesione interna, frutto di un lavoro congiunto tra Società e Istituzioni, pronte ad abbracciare la stessa sfida.

- Garantire una corretta definizione del rapporto Stato-Città in un’ottica di cooperazione, anche a livello territoriale.

- Migliorare il rapporto pubblico-privato, attraverso una semplificazione delle procedure amministrative e fiscali, e l’opportunità di ritorni in termini di immagine e visibilità per le imprese che intendono investire in Cultura.

Questi i temi intorno ai quali si confronteranno i Sindaci di alcune delle principali città italiane, quali Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno e Matteo Renzi, Sindaco di Firenze che animeranno un dibattito, condotto dal giornalistaAntonello Piroso, sul ruolo che le amministrazioni comunali ritengono opportuno affidare alla Cultura nel processo che dovrà accompagnare le nostre città nell’era dell’economia della conoscenza.

In allegato il comunicato stampa, il programma della presentazione e tre schede di sintesi del Rapporto.